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Adozione tesserini e camici anonimi all'Ospedale Poma di Mantova

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Adozione tesserini e camici anonimi all’Ospedale Poma di Mantova

Pavesi: “L’assessore Bresciani riferisca in merito e ci dica quanto è costata ai cittadini l’operazione di sostituzione”

L’Azienda Ospedaliera Poma di Mantova ha deciso di sostituire i tradizionali camici riportanti nome e cognome dei dipendenti con nuove divise anonime e nuovi tesserini identificativi recanti esclusivamente il nome proprio e l’iniziale del cognome di medici ed infermieri, in barba alla circolare del marzo 2010, voluta dall’ex ministro Brunetta, che chiede espressamente “la pronta individualità del soggetto interlocutore” nel caso di personale a contatto con il pubblico. Stamattina il consigliere regionale del PD Giovanni Pavesi ha depositato in merito un’interrogazione a risposta scritta all’indirizzo dell’assessore regionale alla sanità Luciano Bresciani per avere delucidazioni sull’iniziativa assunta dalla direzione sanitaria mantovana e sapere il costo totale di questa opinabile operazione.

“Siamo venuti a conoscenza – spiega Giovanni Pavesi – che la direzione dell’ospedale Poma di Mantova ha deciso di adottare tesserini e camici anonimi per i propri dipendenti. In questo modo non solo non viene garantita l’immediata identificazione del medico o infermiere che eroga la prestazione ma come ancor più grave viene leso il diritto del paziente di conoscere il nome e cognome dell’operatore sanitario che lo ha in cura. Ho scritto all’assessore Bresciani per capire se la regione sia a conoscenza di questa singolare iniziativa e se abbia intenzione di estendere l’obbligo dell’anonimato per i dipendenti di tutte le aziende ospedaliere della Lombardia”.

Un altro quesito posto con l’interrogazione tocca l’aspetto finanziario. “In un momento in cui scarseggiano le risorse economiche con importanti ripercussioni proprio nel settore sanità – conclude l’esponente del PD – vorremmo conoscere quanto denaro pubblico è stato speso per sostituire i tesserini e i camici, una spesa decisamente inopportuna”. 

Milano, 23 maggio 2012


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