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Fattore famiglia, la sperimentazione tarda a partire

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Fattore Famiglia

PD: “la sperimentazione tarda a partire. il pd ha chiesto verifiche quadrimestrali in corso d’opera per correggerne i punti deboli”

 

L’avvio della sperimentazione sul fattore famiglia lombardo tarda ancora, nonostante la controversa legge regionale che ne ha fissato i criteri sia stata approvata ormai da 5 mesi. Lo ha annunciato in Commissione Sanità oggi l’assessore Boscagli fissandone per settembre la partenza nei comuni selezionati per la durata di un anno. “Una sperimentazione i cui esiti si annunciano incerti, in quanto, prendendo avvio solo in 15 comuni, ed essendo basata sull’adesione volontaria da parte dell’utente, non dà certezza sul numero minimo di casi che saranno valutati. Ogni sperimentazione ha tanto più valore quanto più numerosi sono i soggetti coinvolti: ci auguriamo che l’adesione possa essere larga, ma, con i meccanismi predisposti dalla Giunta, non se ne ha alcuna garanzia” dicono i consiglieri regionali del Pd. La legge, grazie a una proposta del Pd, stabilisce una verifica quadrimestrale della sperimentazione. “Sarà importante monitorare strada facendo gli esiti della sperimentazione, sia in termini di adesioni, che in termini di unità d’offerta coinvolte, perché il numero di casi valutati è decisivo per giudicare l’effettiva validità del fattore famiglia. Ci riserviamo quindi – aggiunge Borghetti - di proporre modifiche alla sperimentazione in corso d’opera, in modo da poterne correggere i punti deboli rispetto a quanto stabilito dalla Giunta”. I consiglieri del Pd hanno chiesto anche all’assessore di verificare, con l’occasione della sperimentazione, la compatibilità del fattore famiglia lombardo con il nuovo Isee allo studio da parte del Governo, per evitare la beffa di trovarsi, tra 12 mesi, con uno strumento non applicabile perché in contrasto con la nuova norma nazionale.

Milano, 4 luglio 2012


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