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Ora di religione, l'intervento del Ministro intempestivo e approssimativo

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Ora di religione

BARBONI (PD): “L’INTERVENTO DEL MINISTRO INTEMPESTIVO E APPROSSIMATIVO”

 

Le dichiarazioni del ministro Profumo sull'Insegnamento della religione cattolica (Irc) nelle scuole hanno creato molto clamore. Sul tema interviene Mario Barboni, consigliere regionale del Pd: “Mi permetto di sottolineare come l'intervento del Ministro, ben lungi dal poter essere considerato, come hanno scritto alcuni giornali, una guerra di religione, è semplicemente approssimativo e intempestivo – dice –. Una cosa è la necessità di fornire agli studenti i fondamentali elementi di conoscenza delle diverse religioni, altro è mettere in discussione l'insegnamento della religione cattolica che rappresenta indiscutibilmente un elemento costitutivo della tradizione e della cultura del nostro Paese”.

Secondo Barboni “proprio per questo l'ora di religione andrebbe fatta meglio, non eliminata dai programmi scolastici. L'Irc rientra poi nell'ambito degli accordi concordatari tra Stato e Chiesa, dunque non é una materia obbligatoria, ma chi intende avvalersene deve esprimere esplicitamente la propria volontà al proposito”.

Non è certo una chiusura verso altre culture, quella dell’esponente del Pd: “Sono d'accordo con il Ministro sulla necessità che ci sia una più compiuta attenzione della scuola nei confronti delle diverse tradizioni religiose, che si affacciano in modo sempre più significativo nei nostri territori. Ma questo non può trasformarsi in una messa in questione dell'Irc che, tra l'altro, nei suoi programmi prevede anche un'attenzione per le altre confessioni cristiane e altre religioni”.

“Sarebbe opportuno – conclude Barboni – interrogarsi su come possano i programmi scolastici generali trovare spazio per la cultura religiosa e, magari, inserire indicazioni che possano garantire un'attenzione ai testi sacri delle grandi religioni che, oltre che opere letterarie di indubbio valore, sono architravi fondamentali del pensiero e della civile convivenza”.

Milano, 26 settembre 2012


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