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Centrali elettriche, ai comuni colpiti dal sisma gli importi dei canoni di concessione

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Centrali elettriche PAVESI (PD): “ai comuni colpiti dal sisma gli importi dei canoni di concessione”

 

Uno dei mezzi più veloci per reperire risorse utili alla ripresa dopo il sisma che ha devastato le terre mantovane, potrebbe essere quello di destinare gli importi dei canoni di concessione per l’occupazione e l’uso dei beni del demanio idrico che spettano a Regione Lombardia per gli anni 2011, 2012, 2013, 2014, agli investimenti in infrastrutture, materiali e immateriali, nei Comuni più colpiti.

Lo dice Giovanni Pavesi, consigliere regionale del Pd, in un’interpellanza, firmata anche dal collega Marco Carra, che ha presentato alla Giunta regionale per sollecitare una risposta in questo senso.

“Sull’intero territorio della provincia di Mantova vi sono la Centrale termoelettrica di Ostiglia, di proprietà della tedesca E.On; la Centrale termoelettrica di Sermide, di proprietà di Edipower (società controllata da Edison); la Centrale elettrica di Mantova di proprietà della Enipower Mantova S.p.A. controllata da Enipower S.p.A. per l’86,5% e partecipata da T.E.A. S.p.A. per il rimanente 13,5%; la Centrale termoelettrica di Ponti sul Mincio, di proprietà per il 45% della società A2A, per un ulteriore 45% dell’A.G.S.M., 5% dell’Aim Vincenza e per l’ultimo 5% della ditta Trentino Servizi”, fa presente Pavesi nell’interpellanza.

E a Regione Lombardia chiede che “gli importi dei canoni di concessione per l’occupazione e l’uso dei beni del demanio idrico che spettano a Regione Lombardia per gli anni 2011, 2012, 2013, 2014 vengono investiti in infrastrutture, materiali e immateriali, nel territorio dei Comuni colpiti dal sisma nel territorio dei Comuni della provincia di Mantova, in modo particolare i Comuni dell’Oltrepò mantovano, colpiti dal sisma. Che si attivi nei confronti del Parlamento italiano affinché venga modificata la normativa nazionale sui canoni di concessione per l’occupazione dei beni del demanio idrico (canoni regionali di pulizia idraulica) nell’ottica di una vera e propria attuazione dell’art. 119 della Costituzione (il quale prevede che i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario) e cioè nel senso che gli importi derivanti dai canoni di concessione per l’occupazione e l’uso dei beni del demanio idrico vengano previsti come fonti di entrata fiscale fuori dai vincoli del patto di stabilità per i Comuni in cui vi è un insediamento di una centrale termoelettrica per un importo pari al 50% del canone annuo, mentre il restante 50% venga investito in infrastrutture, materiali e immateriali, nel territorio dei Comuni limitrofi al territorio in cui vi è un insediamento di una centrale termoelettrica. E che si attivi affinché venga modificata la normativa regionale sui canoni di concessione per l’occupazione e l’uso dei beni del demanio idrico nell’ottica di una vera e propria attuazione dell’art.119 della Costituzione (i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento delle finanza pubblica e del sistema tributario) nella quota pari al 50% dell’importo annuo del canone ai Comuni in cui vi è un insediamento di una centrale termoelettrica e che il rimanente 50% venga investito in infrastrutture, materiali e immateriali, nel territorio dei Comuni limitrofi al territorio un insediamento di una centrale termoelettrica e che queste risorse siano considerate fuori dal patto di stabilità”.

Milano, 3 ottobre 2012


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