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Valeggio, La Regione disinteressata alla discarica di Ca' Balestra

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Discarica di Valeggio CARRA (PD): “REGIONE LOMBARDIA DISINTERESSATA ALLA DISCARICA DI CA’ BALESTRA”

 

Regione Lombardia è chiusa nel suo silenzio assordante. I comuni a confine con il Veneto sono preoccupatissimi e battaglieri. La Provincia di Mantova si è messa al loro fianco. E’ il quadro della situazione che si è venuta a creare contro la discarica che dovrebbe smaltire rifiuti speciali non pericolosi a Valeggio sul Mincio, quella che porta il nome di Cà Balestra.

I fatti. Il sito sul quale si vorrebbe aprire la nuova discarica si trova in una cava esaurita da vent’anni, ma mai estinta, nonostante un verbale risalente all’anno 2000 la dichiarasse tale. Su questo vecchio sito estrattivo risulta ancora pendente la fidejussione a garanzia della regolare coltivazione e per il successivo ripristino. Inoltre, questa nuova discarica verrebbe realizzata accanto a un’altra, destinata agli Rsu, che ha finito il fondo, ma che continua a produrre percolato. Guarda caso, i vecchi gestori di questa discarica sono gli stessi che ora percepiranno oltre 15 milioni di euro per fornire il terreno che servirà alla nuova discarica. Inspiegabilmente, a oggi non è ancora noto chi siano i soci e gli amministratori delle società interessate al progetto. Non solo: pare che uno degli amministratori delle aziende interessate al nuovo sito di Cà Balestra abbia avuto funzioni dirigenziali in una azienda con lo stesso oggetto sociale la cui proprietà è indagata in un’indagine della Procura di Brescia.

Da un punto di vista ambientale, i comitati di cittadini e gli amministratori locali di parte veneta hanno già dimostrato che la nuova discarica sarebbe di primario impatto perché coinvolge anche comuni a sud del sito e quindi del mantovano. E il progetto stesso definisce il sottosuolo a elevata permeabilità poiché insiste sulla falda acquifera. I problemi sarebbero sia per l’aria – i rifiuti tossici arriverebbero da oltre 40 chilometri, in deroga a quanto prevede la normativa nazionale e regionale, e la ditta ha già chiesto di triplicare i quantitativi massimi ammessi – che per l’acqua, già insidiata dal percolato persistente dell’altra sede, appunto.

Il fondo della discarica in progetto è inoltre costituito da materiale di riporto e fanghi inquinati, come afferma il progetto stesso, e pertanto esiste il duplice rischio ambientale sia della falda che della stabilità del fondo, per nulla adatto ad accogliere rifiuti di questo tipo.

Di tutto questo e del parere negativo già espresso fermamente dalla Provincia di Mantova e dai Comuni di Roverbella, Marmirolo e Volta Mantovana, nonché dalla Provincia di Verona e da Arpa Veneto, ha parlato Marco Carra, consigliere regionale del Pd, in una interrogazione che ha presentato in VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale cui ha dato spiegazione direttamente l’assessore Terzi. La risposta scritta è laconica: “Al momento, la documentazione tecnica inerente al progetto, fatta pervenire a Regione Lombardia, è in corso di valutazione da parte degli uffici competenti, pertanto non è possibile formulare in modo definitivo parere contrario”.

“Per quanto mi riguarda significa solo che Regione Lombardia si sta assolutamente disinteressando alla problematica – commenta Carra –. Di fatto, sappiamo che non ha mai partecipato alle riunioni tecniche della Commissione Via (Valutazione di impatto ambientale) di Regione Veneto, nonostante sia stata invitata fin dal marzo 2012 e addirittura nonostante il parere contrario espresso da tutti i Comuni lombardi interessati e dalla Provincia di Mantova, né mai ha inviato osservazioni. Perciò, la Regione, a oggi, non è ancora in grado di esprimere un parere sulla questione, nonostante i tempi ci siano stati e la documentazione non manchi. Mi sembra incredibile e impossibile: è proprio il caso di dire, usando un noto ossimoro, che il silenzio di Regione Lombardia è assordante”, chiosa Carra.

Milano, 1 agosto 2013


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