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Frontalieri: urgente una modifica legislativa per riportare equità nel trattamento di disoccupazione

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ALFIERI E GAFFURI (PD): “URGENTE UNA MODIFICA LEGISLATIVA PER RIPORTARE EQUITA’ NEL TRATTAMENTO DI DISOCCUPAZIONE”

“A questo punto è opportuna una modifica legislativa. Quindi, come abbiamo scritto e votato nella risoluzione, la Giunta regionale lombarda deve insistere con il Parlamento perché intervenga a rimettere ordine nella vicenda”, è il commento a caldo di Alessandro Alfieri e Luca Gaffuri, capogruppo e consigliere regionali del Pd, al termine dell’audizione, in Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Confederazione elvetica, di Tullio Ferretti, direttore dell’Inps di Varese, delegato dal presidente nazionale.

“In sostanza, l’Inps ha ribadito, attraverso un excursus storico degli accordi tra i due Paesi e poi dentro le normative europee, che oggi è in vigore un regolamento comunitario che prevede di applicare anche ai lavoratori frontalieri il trattamento di disoccupazione secondo le norme del Paese in cui risiedono – proseguono Alfieri e Gaffuri –. Perciò, dal 1 aprile 2012 i nostri quasi 60mila lavoratori d’oltre frontiera soggiacciono alle regole dell’Aspi, l'Assicurazione sociale per l'impiego introdotta dalla riforma Fornero. Quindi, meno mensilità o comunque commisurate all’età del lavoratore, percentuali simili, ma soprattutto massimali restrittivi rispetto al trattamento svizzero. Il tetto più alto non supera i 1.152,90 euro lordi: decisamente inferiore a quanto un frontaliere percepiva prima”.

Non solo, aggiungono i due esponenti Pd: il direttore dell’Inps di Varese ha chiaramente detto che “i 270 milioni accantonati negli anni dai frontalieri e, fino a poco tempo fa conglobati in un fondo speciale, sono confluiti in quello  generale dei soldi destinati alla disoccupazione di tutti gli italiani. Decisamente un’ingiustizia che, anche come Commissione, vorremmo vedere corretta. E l’unico modo, ribadisco, è l’intervento legislativo con adeguate modifiche per riportare la situazione al precedente status quo”.

Milano, 12 settembre 2013


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