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Donatori di sangue, la giunta si attivi con il governo: no alle penalizzazioni per le pensioni

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Donatori di sangue

GIRELLI (PD): “La giunta si attivi con il governo: no alle penalizzazioni per le pensioni”

“L’effetto della riforma Fornero si fa sentire anche nei confronti di chi nella sua vita ha voluto essere altruista e far del bene agli altri in maniera semplice, ma importantissima”, è il commento di Gianantonio Girelli, consigliere regionale del Pd, rispetto alla questione dei lavoratori in odore di pensione che rischiano di dover rimanere in servizio per tanti giorni quanti sono quelli che hanno utilizzato per donare sangue.

“Come Gruppo regionale del Pd abbiamo presentato in merito una mozione che verrà discussa nella prossima seduta di Consiglio regionale, quella di martedì 8 ottobre – precisa Girelli –. La nostra richiesta è semplice e chiara: la Giunta regionale intervenga presso il Governo nazionale affinché vengano assunte iniziative per ovviare a questa situazione e parificare l’astensione dal lavoro per donazione di sangue alle prestazioni effettive di lavoro. Dobbiamo assolutamente garantire la dovuta tutela a coloro che hanno compiuto imprescindibili atti di altruismo”.

Nella mozione i consiglieri Pd ricordano come si è arrivati a questo punto: “Le disposizioni in materia di trattamenti pensionistici del Decreto Salva Italia hanno disposto che sulla quota di trattamento di pensione relativa all’anzianità contributiva maturata fino al 31 dicembre 2011 sia applicata una riduzione percentuale qualora il pensionamento anticipato avvenga prima del compimento dei 62 anni di età. Ma la riduzione non trova applicazione qualora la contribuzione prevista derivi esclusivamente da ‘prestazione effettiva di lavoro’, includendo in questa definizione i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l'assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, malattia e cassa integrazione guadagni ordinaria”.

Qui sta il problema, dice Girelli: “Nella definizione di ‘prestazione effettiva di lavoro’ non rientra l'astensione per donazione di sangue e di emocomponenti e, di conseguenza, il dipendente per poter accedere alla pensione anticipata senza subire penalizzazioni economiche, dovrebbe effettuare un periodo di lavoro aggiuntivo pari al numero di giornate di permesso richieste per le donazioni. Per alcuni significa dover ‘recuperare’ anche 4-5 mesi”.

Insomma, una misura che “rischia di far venire meno il riconoscimento della funzione civica, solidaristica e di pubblica utilità che si esprime nella donazione volontaria, responsabile e gratuita del sangue – insiste Girelli –. Con il bisogno di sacche che c’è in Italia, con i rischi che si corrono a importarle dall’estero, con i continui appelli delle associazioni di donatori, che rispondono alle esigenze della sanità italiana, un provvedimento di questo genere dissuade chiunque, nonostante le buone intenzioni, a continuare a essere o diventare donatore. Poiché nella nostra regione il numero di questi cittadini è piuttosto alto, come consiglieri chiediamo alla Giunta regionale di intervenire quanto prima e sensibilizzare il Governo”.

Milano, 3 ottobre 2013


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