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Captazioni: le misurazioni andavano applicate dal 2015: ci voleva più coraggio

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Captazioni

TOMASI (PD): “le misurazioni andavano applicate dal 2015: ci voleva piu’ coraggio”

“Serviva più coraggio” nel progetto di legge in tema ambientale e che riguarda e prende in esame le captazioni (43mila in tutta la Lombardia) e il deflusso minimo vitale, approvato dal Consiglio regionale della Lombardia, ma con l’astensione del Gruppo regionale del Pd. Lo dice Corrado Tomasi, consigliere regionale del Pd, che in Aula si è rivolto direttamente all’assessore all’Ambiente Terzi, spiegando i motivi che non lo hanno convito sulla questione captazioni. In sostanza, la Giunta Maroni ha presentato come novità la previsione dell’obbligo di istallare, presso ogni opera di presa, dei sistemi per la misurazione e il monitoraggio telematico in continuo dei rilasci idrici.

“Mi lascia perplesso che la nuova disposizione legislativa si applichi, a partire dal 1 gennaio 2015, alle sole nuove concessioni di derivazione a scopo idroelettrico e ai rinnovi di quelle esistenti. Ciò comporta, in pratica, che l’adeguamento riguarderà una percentuale assai limitata delle opere di presa, mentre per le altre ciò avverrà in tempi lunghissimi – ha detto Tomasi durante la seduta e ribadisce oggi –. Si pensi a tutte le piccole derivazioni rilasciate recentemente per effetto della legislazione di sostegno alle fonti energetiche rinnovabili e, per esempio, a tutte le grandi derivazioni facenti capo ad Enel, che scadranno nel 2029”.

Tomasi trova, invece, “condivisibile l’inasprimento delle sanzioni per inosservanza parziale o totale dell’obbligo di rilascio del deflusso minimo vitale, perché i vecchi importi avevano effettivamente una scarsa efficacia deterrente”.

Ma il giudizio complessivo è severo, per il consigliere Pd: “Se mi sembra positivo il fatto che si alzi il tetto delle sanzioni, d’altra parte trovo che il pdl non attenga, nella sostanza, alle dichiarazioni dell’assessore, di cui pure ho colto lo spirito, ma alla norma manca completamente il coraggio di cui la Terzi parla. E questo perché se sulle grandi captazioni dell’Enel dovremo aspettare il 2029, su tutte le altre passerà qualche decennio prima di sapere i risultati sul rilascio delle acque. Il coraggio era quello di inserire per tutte le opere esistenti le misurazioni effettuate a partire dal 2015 e non alle scadenze delle concessioni, che vuol dire che avremo il conteggio per quanto riguarda il deflusso minimo vitale fra 20 o 30 anni”.

Milano, 23 ottobre 2013


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