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Fusione di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino

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Fusione di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino: in Regione progetto di legge bipartisan per indire il referendum popolare

A favore più del 60% dei cittadini, Lega contraria

Un progetto di legge regionale per avviare l’iter di fusione dei comuni di Borgo di Terzo, Luzzana e Vigano San Martino in un unico comune entro il prossimo febbraio. È un’iniziativa dei Consiglieri regionali bergamaschi Mario Barboni e Jacopo Scandella del PD, Roberto Bruni della lista Ambrosoli, Angelo Capelli e Alessandro Sorte del PDL, Dario Violi del M5S, Elisabetta Fatuzzo dei Pensionati (la Lega non ha sottoscritto il documento) che hanno da pochi giorni presentato, al Pirellone, un testo che, se approvato, darà via libera all’indizione del referendum popolare consultivo sulla fusione dei tre comuni in tempo utile per consentire l’elezione del nuovo sindaco e del consiglio comunale a Primavera 2014. La proposta arriva a seguito di una raccolta di firme che ha visto raggiungere e superare il quorum previsto dalla legge regionale della maggioranza degli elettori residenti in tutti e tre i comuni. Come spiegano nella relazione del progetto di legge i consiglieri firmatari i comuni, che hanno tutti una popolazione ampiamente sotto i 1500 abitanti, sono confinanti e omogenei per dimensioni e tessuto economico e da quindici anni lavorano insieme nell’Unione Media Val Cavallina e nella gestione associata dei servizi alla cittadinanza.

“La spinta degli abitanti dei tre comuni che hanno sottoscritto la richiesta di referendum per arrivare alla fusione ha stimolato i consiglieri regionali bergamaschi a depositare il progetto di legge al Consiglio Regionale” – dice Barboni, che è primo firmatario con il collega Bruni – “Ora ci auguriamo che vengano rispettati i tempi e le scadenze di discussione nelle commissioni competenti per arrivare all’approvazione in Aula quanto prima”.

“Non entriamo certamente nel merito della fusione - spiega Bruni - ma riteniamo giusto e doveroso che i cittadini siano messi nelle condizioni di esprimersi sulla vicenda. E’ una questione di democrazia: la maggioranza degli elettori dei tre comuni ha chiesto il referendum e in tale direzione occorre andare al più presto. Auspichiamo quindi che il progetto di legge sia esaminato rapidamente con tutti i passaggi del caso”.

Milano, 15 novembre 2013


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