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Nomine: no a una legge che lascia troppo potere alla giunta regionale

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Nomine sanità GAFFURI (PD): “no a una legge che lascia troppo potere alla giunta regionale”

No a una legge che lascia tropo potere alla Giunta regionale. Luca Gaffuri, consigliere regionale del Pd, componente della III Commissione Sanità e assistenza, motiva così il voto negativo del Partito democratico alla legge sulle nomine in sanità approvata oggi, mercoledì 18 dicembre 2013, in Consiglio regionale.

“Quella approvata oggi – spiega Gaffuri – è una legge nata senza alcuna discussione in Commissione, varata in fretta,  solo per consentire ancora una volta alla maggioranza di spartirsi le poltrone della sanità lombarda, che dovranno essere rinnovate a breve”.

Il testo approvato, aggiunge Gaffuri, “si limita a recepire in maniera restrittiva il decreto Balduzzi e nella sostanza, per esplicita ammissione della maggioranza, non cambia nulla rispetto alla precedente normativa, che non possiamo non ricordare come nel passato non ha sempre portato a una gestione trasparente della sanità. Il progetto di legge lascia alla Giunta la scelta dei vertici della sanità lombarda, invocando una responsabilità della politica che a nostro avviso è solo un alibi. Lascia il sospetto che le scelte siano fatte solo in base a criteri di spartizione e affiliazione. Una posizione diversa e lontana da quella proposta dal Partito democratico e dalla Lista civica per Ambrosoli che aveva l’obiettivo di sottrarre le nomine alla discrezionalità della politica, ma che è rimasta  totalmente inascoltata”. 

“La nostra proposta – spiega ancora Gaffuri – prevedeva l’istituzione di una commissione indipendente, altamente qualificata, composta solo da componenti esterni. La commissione avrebbe avuto il compito di valutare, non solo l’idoneità dei candidati, ma il merito e i titoli dei direttori generali di Asl e Aziende ospedaliere da nominare, e proporre alla Giunta una rosa di nomi doppia rispetto a quelli da nominare. La proposta prevedeva, inoltre, di lasciare ai direttori generali la prerogativa di scegliere il direttore sanitario e amministrativo, tramite avviso pubblico,  sulla base della loro professionalità. Infine, si prevedeva il coinvolgimento dei sindaci nell’espressione di pareri sui curriculum dei direttori generali stessi”.

Milano, 18 dicembre 2013


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