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Discariche al confine svizzero, la Regione tuteli la salute dei cittadini di Cantello e Bizzarone

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Discariche al confine svizzero

GAFFURI E ALFIERI (PD): “regione lombardia tuteli la salute dei cittadini di cantello e bizzarone, dopo i ritardi della giunta maroni”

La VI Commissione Ambiente del Consiglio regionale della Lombardia, riunita in seduta congiunta con la Commissione speciale rapporti tra Lombardia e Svizzera, ha votato, questa mattina, due risoluzioni concernenti la discarica e il frantoio di inerti siti nel territorio di Stabio, appena accanto al comune varesino di Cantello, e il progetto di discarica di inerti che il Canton Ticino vorrebbe realizzare tra Genestrerio e Novazzano, a due passi dalle ultime case del comune comasco di Bizzarone.

In quest’ultimo caso, poiché si tratta di progetti, la risoluzione, votata all’unanimità, impegna la Giunta regionale “ad assumere ogni iniziativa, tramite le competenti autorità regionali, nei confronti della Confederazione Svizzera, affinché i siti denominati “Genestrerio Prella 1” e “Genestrerio Novazzano Chioso” siano stralciati dagli atti di programmazione cantonali, in piena considerazione dei potenziali impatti sanitari ed ambientali correlati alla realizzazione di tali opere; affinché siano individuate, preventivamente alla realizzazione delle discariche, soluzioni alternative che non generino impatti insostenibili sull’ambiente e sulla salute dei cittadini lombardi residenti nelle aree di confine; a promuovere con le competenti autorità svizzere, anche nell'ambito del percorso avviato con la Regio Insubrica da parte di Regione Lombardia con il Gruppo di lavoro ‘Questione Inerti’, l’adozione di un protocollo operativo per una maggiore condivisione delle procedure autorizzative per la realizzazione di impianti rilevanti sotto il profilo ambientale, situati nei territori di confine tra Regione Lombardia e Svizzera.

La Commissione speciale viene, invece, impegnata “a effettuare incontri periodici con le autorità svizzere per la prevenzione e il monitoraggio di eventuali criticità ambientali di carattere transfrontaliero”.

Secondo Luca Gaffuri, consigliere regionale comasco del Partito democratico, “nel caso di Bizzarone andiamo nella direzione auspicata, anche se potevamo anticipare la risoluzione con un’informativa al Consiglio regionale da parte dell’assessorato all’Ambiente che la stessa assessore Terzi si era impegnata a tenere in Aula martedì prossimo”.

Più complicato, invece, il caso di Cantello. Proprio il Gruppo consiliare del Pd ha scoperto e portato in seduta congiunta, stamattina, la comunicazione del 22 gennaio scorso con cui il Consiglio di Stato ticinese annunciava di aver approvato il Piano di utilizzazione cantonale della discarica per materiali inerti di Stabio. “Si tratta sempre di smaltimento di rifiuti edili nel comprensorio del Mendrisiotto e la realizzazione della terza tappa della discarica di Stabio viene individuata in località Cà del Boscat – fanno sapere Gaffuri e il capogruppo Pd Alessandro Alfieri, varesino –. Questa ulteriore discarica avrà un volume di circa 800mila metri cubi, oltre a un’area destinata al riciclaggio dei materiali. Quindi, un ulteriore apporto di materiali, polvere e rumore oltre a quelli già presenti anche a causa del frantoio per gli inerti”.

I due esponenti Pd dichiarano “che se da parte ticinese si è deciso di andare avanti, è anche a causa della mancata determinazione della Giunta Maroni a contrastare il progetto”.

Il documento è stato, poi, concordato nel senso di un impegno della Giunta ad “assumere ogni iniziativa affinché la Confederazione Svizzera riveda la determinazione assunta il 22 gennaio 2014, con ciò evitando possibili rischi per la salute dei cittadini di Cantello e impatti significativi sulle componenti ambientali del Comune lombardo, in modo da garantire le stesse forme di tutela previste per il territorio elvetico, e affinché vengano predisposte le necessarie misure di mitigazione per gli impatti ambientali di origine transfrontaliera, insistenti nel Comune di Cantello e nelle aree limitrofe”.

Milano, 30 gennaio 2014


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