Archivio > COMUNICATO STAMPA

Le attrezzature del vecchio ospedale potranno essere donate, lo ha deciso il Consiglio regionale

SANITÀ »

 

 


Le attrezzature del vecchio ospedale potranno essere donate, lo ha deciso il Consiglio regionale

Approvata mozione di Barboni (PD): “bene, giusta conclusione della vicenda”

Il Consiglio regionale ha sbloccato la cessione da parte del nuovo ospedale di Bergamo di tutte le attrezzature sanitarie, tra cui intere sale operatorie, del vecchio ospedale, a vantaggio delle associazioni che si occupano di cooperazione internazionale. La mozione presentata da Mario Barboni, del PD, e controfirmata dai consiglieri di entrambi gli schieramenti, è stata approvata questa mattina all’unanimità.

Le attrezzature e le strumentazioni sanitarie dismesse dai vecchi Ospedali Riuniti di Bergamo rischiano infatti di deteriorarsi per l’inutilizzo e l’assenza di manutenzione, essendo ancora in loco da più di un anno. Con il voto dell’Aula si potrà procedere alla donazione diretta alle associazioni impegnate nei paesi in via di sviluppo alla creazione e alla sopravvivenza di strutture ospedaliere, oltre alla formazione dei medici in loco.

“Un risultato importante – dichiara Mario Barboni–, è la giusta conclusione di una vicenda bloccata da anni per ragioni burocratiche che ora, con il voto unanime del Consiglio, saranno superate. È anche un bel risultato per la comunità bergamasca, così attenta da sempre ai valori della solidarietà verso i paesi più poveri. È un segnale tangibile, un modo concreto per aiutare associazioni meritorie a fare del bene”.

Milano, 4 febbraio 2014

Il testo della mozione

Oggetto: dismissione attrezzature sanitarie e arredi vecchi Ospedali Riuniti di Bergamo

Il Consiglio regionale

Considerato

che la Legge Regionale n. 10 del 7 maggio 2001 “Utilizzazione a fini umanitari del patrimonio mobiliare dismesso delle Aziende sanitarie” permette e promuove il recupero di attrezzature e strumentazioni sanitarie, arredamento ospedaliero, e più in generale, beni mobili dismessi dalle Strutture Sanitarie pubbliche e private, per destinarli ai Paesi in via di sviluppo a supporto dei progetti regionali di cooperazione, contribuendo alla creazione e alla sopravvivenza di strutture ospedaliere in diversi Paesi oltre a rendere possibile in loco la formazione dei medici;

che dal 2008, per le finalità della Legge 10/2001, Regione Lombardia si avvale del Banco Informatico, Tecnologico e Biomedico Onlus (BITeB), ente no profit assegnatario del bando di cofinanziamento denominato “Dall’ospedale agli ospedali”, che ha il compito di acquisire e rendere pubblici gli elenchi delle attrezzature sanitari e degli arredi ancora in buono stato di conservazione e funzionanti che le strutture ospedaliere intendono dismettere;

che la DGR 990/2010, concernente il rinnovo della convenzione tra Regione Lombardia e BITeB per il triennio 2011-2013, tra le attività oggetto dell’accordo riporta : “… nel 2011 è previsto il trasferimento degli Ospedali Riuniti di Bergamo (ora denominati Papa Giovanni XXIII), con la conseguenza che sarà resa disponibile una quantità ingente di beni da dismettere;”

Rilevato

che la Direzione Aziendale dell’Ospedale di Bergamo ha elaborato negli anni 2008-2011 il progetto denominato “Ospedale seconda vita”, condiviso anche dalla nuova Direzione aziendale insediatasi nel febbraio 2011, finalizzato alla dismissione delle attrezzature non trasferibili nella nuova struttura che coinvolge le istituzioni locali civili e religiose (Comitato “Chiesa”, Centro Laici Italiani per le Missioni), con l’obiettivo di far assumere alla donazione una marcata identità territoriale giustificata con la presenza diffusa in terra bergamasca dei valori del solidarismo e del volontariato;

che sono circa 27mila le attrezzature inventariate e idonee ad essere cedute tra cui elettrobisturi, elettrocardiografi, ecografi, strumenti per radiografie etc. e almeno quindici sale operatorie complete, una sala di emodinamica, una radiologia comprensiva di una Tac, tre terapie intensive di cui una pediatrica, due sale parto complete delle diverse attrezzature;

che sono state circa duecentoquaranta le associazioni Onlus a presentare dei progetti per l’assegnazione delle attrezzature tecnologiche e sanitarie da dismettere e l’apposita Commissione del Comitato per l’Ospedale Papa Giovanni XXIII istituita per la valutazione, ha ritenuto ammissibili oltre cinquanta progetti;

che ormai da oltre un anno tutte le attrezzature tecnologiche e medico-scientifiche sono inutilizzate essendo trasferita l’attività ospedaliera nel nuovo Papa Giovanni dal dicembre 2012;

che le attrezzature stesse essendo ancora in loco, potrebbero (se non già avvenuto) subire gravi ammaloramenti dovuti all’inutilizzo e delle stesse e dell’ambiente ormai sottoposto a escursioni termiche e di umidità certamente non indifferenti;

che una piccola parte di attrezzature (sembra di valore inferiore a 150.000 euro) è ancora “in ammortamento” nella specifica voce di bilancio dell’Azienda Ospedaliera e quindi le stesse possono essere stralciate da queste prime assegnazioni in donazione, ed eventualmente sottoposte ad asta pubblica;

che attualmente la procedura per la dismissione delle attrezzature dei vecchi Ospedali Riuniti ha subito un arresto poiché la Direzione Aziendale sta valutando di procedere con un'asta pubblica e, solo nell’eventualità l'asta andasse deserta, le stesse potranno essere donate a titolo gratuito;

Impegna la Giunta regionale affinché

sblocchi la procedura per la dismissione delle attrezzature dei vecchi Ospedali Riuniti di Bergamo autorizzando con atto ufficiale la Direzione Aziendale affinché sia legittimata a procedere alla donazione gratuita delle attrezzature sanitarie direttamente alle Onlus ammesse, con i soli oneri a loro carico previsti dall’art. 2, comma 7 della L.r. 10/2001 (le spese di prelievo e trasporto sono a carico del soggetto richiedente).

Milano, 20 gennaio 2014

Mario Barboni

Jacopo Scandella

Alessandro Sorte

Roberto Bruni

Roberto Anelli

Silvana Santisi Saita

Laura Magoni

Dario Violi


Condividi questo articolo

Vedi anche: