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Poste, Villani: "Lavoriamo a tutti i livelli per modifiche. Valutare alternative"

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Poste, Villani(PD): “Lavoriamo a tutti i livelli per modifiche. Valutare alternative”

“Oltre il 10% dei comuni lombardi subirà la chiusura o la razionalizzazione dei presidi postali. Una decisione sostanziale per il territorio che, a quanto ci risulta, la gran parte dei sindaci ha appreso leggendo i giornali”. E’ questo il commento del consigliere regionale del Pd Giuseppe Villani a margine della Commissione Bilancio riunitasi quest’oggi per audire i responsabili regionali di Poste italiane in merito al piano di riorganizzazione aziendale ufficializzato nei giorni scorsi che prevede nella sola Lombardia la chiusura di 61 presidi e la razionalizzazione di altri 121 sportelli. “Siamo fortemente preoccupati per questa vicenda che ha le basi nel decreto Scaiola del 2008 – spiega Villani -. Le rimodulazioni del servizio postale vanno ad impattare fortemente nelle aree più deboli; in un momento come questo, di difficile tenuta di coesione sociale, le poste rappresentano importanti punti di riferimento e di aggregazione per la collettività soprattutto nelle piccole comunità e come tali vanno salvaguardate. Da parte nostra abbiamo avanzato alcune possibili alternative: innanzitutto è fondamentale coinvolgere i comuni cercando, dove è possibile, una collaborazione con Poste Italiane per garantire l’apertura degli sportelli in via di chiusura. Per quanto riguarda le razionalizzazioni queste si possono riarticolare in modulazioni orario prevedendo modelli suppletivi e integrativi come sta facendo ad esempio Regione Toscana”, aggiunge. 

L’esponente del Pd con una lettera chiede di incontrare tutti i sindaci del pavese interessati dalla vicenda per ragionare con loro delle possibili azioni da intraprendere in merito.  Anche a livello nazionale il Pd sta lavorando su questo fronte. “Nei prossimi giorni – conclude Villani - il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, ha convocato l'amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, e il presidente dell'Authority per le comunicazioni, Angelo Cardani per avere maggiori informazioni in merito al piano di riorganizzazione nazionale e per valutare l’impatto sulle comunità locali".

Milano, 11 febbraio 2014


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