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Cave, serve subito la nuova legge

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GAFFURI  E BRAGA (PD): “SERVE SUBITO LA NUOVA LEGGE E CHE TENGA CONTO DI QUANTO SONO CAMBIATE LE ESIGENZE E LA SOCIETÀ”

 

La Lombardia e le cave. Un rapporto tribolato, ma sul quale è necessario rimettere mano in maniera approfondita. Perché manca una legge adeguata ai tempi e perché questi tempi sono radicalmente cambiati. È quanto è emerso dal convegno sul tema tenutosi oggi, lunedì 25 maggio 2015, a palazzo Pirelli, sede del Consiglio regionale della Lombardia, e organizzato dal Gruppo consiliare del Partito democratico.

A spiegare la posizione del Pd è Luca Gaffuri, consigliere regionale: “Da anni è depositato un nostro progetto di legge che, a questo punto, è sicuramente datato, ma serve a mettere in fila alcuni elementi che per noi sono fondamentali nella redazione della nuova normativa. Il primo elemento che vorremmo caratterizzasse una legge adeguata ai tempi ci richiama al criterio della sostenibilità, intesa come tratto distintivo che deve guidare le scelte. La sostenibilità è un fattore di selezione in ogni tratto del percorso normativo, compreso quello delle attività tecniche e burocratiche. Il secondo elemento è la declinazione che vogliamo dare al settore delle attività estrattive, che è decisamente diversa dal passato, non consentendo le cave di prestito e aiutando piuttosto le scelte di ambito, quindi quella componente imprenditoriale che investe in tecnologie e innovazione e a cui chiediamo di incrementare gli investimenti sulla sostenibilità”.

Infine, l’importante terzo punto per Gaffuri e il Pd è “la dimensione programmatoria. Non possiamo più pensare che vi sia un doppio livello decisionale: provinciale prima e regionale poi. Lo spazio della decisione deve essere congruente con lo spazio fisico delle attività programmate. Semmai quello che dobbiamo riuscire a capire è quale sia questo spazio. La modifica degli assetti territoriali prevista dalla legge Delrio ci costringe a una riflessione sulla dimensione provinciale, piuttosto che su quella di area vasta, o ancora su quella regionale. Ma un ragionamento dobbiamo farlo. E deve avvenire nella certezza del rispetto delle regole per tutti coloro che sono coinvolti nel processo. Certezza che deve toccare anche il tema della tariffazione per le attività estrattive”.

Sulla necessità di un cambio sostanziale di approccio anche per la provincia di Como, anche alla luce dell'accordo transfrontaliero per la gestione dei materiali inerti tra Lombardia e Canton Ticino, interviene l’on. Chiara Braga, parlamentare del Pd, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera, che ha chiuso il convegno: “Il tema della gestione delle cave è di grande attualità anche a Como per la necessità di superare il piano precedente che la vecchia amministrazione ha lasciato in eredità – esordisce –. E se l’ultima legge regionale sull’esercizio dell’attività estrattiva risale al 1998, in questi quasi 17 anni il mondo è cambiato considerevolmente. Nella pratica sono cambiate la domanda, le tecniche di risposta, anche grazie a un’edilizia in evoluzione costante. Oltre tutto, questo argomento si intreccia strettamente con una diversa sensibilità e consapevolezza sul consumo di suolo, relativamente al quale Regione Lombardia ha approvato recentemente una legge regionale. C’è anche stato uno spostamento della decisione dalla dimensione locale a quella europea”.

Quindi, via libera a una revisione della norma regionale “che era adatta a un’epoca diversa: oggi è d’attualità il tema della programmazione e dell’utilizzo delle materie prime in edilizia. E anche il recupero delle rocce e delle terre da scavo deve andare in una logica di economia circolare e in chiave europea”.

Milano, 25 maggio 2015


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