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Faac, investire sulla reindustrializzazione

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BARBONI (PD): ”FAAC, INVESTIRE SULLA REINDUSTRIALIZZAZIONE”

La chiusura della FAAC, azienda che produce e commercializza apparati elettromeccanici per l’automazione dei cancelli, da maggio 2015 di proprietà dell’Ente Arcidiocesi di Bologna, è stata oggetto oggi, in Commissione attività produttive, di un’audizione urgente. Con il progetto di delocalizzazione in Bulgaria, infatti, lo stabilimento in provincia di Bergamo dove lavoravano gli ultimi 50 dipendenti rimasti, è stato chiuso. E a questo punto si apre la fase della possibile reindustrializzazione.

“Regione Lombardia deve impegnarsi, con tutti gli strumenti che ha a disposizione, della possibile reindustrializzazione del sito, anche con diversa attività. Salvarlo è importante per un territorio che ha già perso numerose attività produttive e rischia di rimanere sguarnito. Le condizioni di partenza, del resto, derivanti da un accordo tra la proprietà, i sindacati e i lavoratori, sono vantaggiose per un imprenditore pronto a investire in zona: 6 anni di affitto gratuito e un contributo di 10mila euro per ogni ex lavoratore FAAC assunto. Se si sommano questi incentivi con il job act e Garanzia Giovani,  le opportunità perché un’attività industriale torni su quel sito a Grassobbio possono essere elevate” ha detto il consigliere Pd Mario Barboni.

Milano 17 settembre 2015


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