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Charis: per la scuola di CL pagherà la comunità cremasca

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Scuola Charis

ALLONI (PD): “PER LA SCUOLA DI COMUNIONE E LIBERAZIONE PAGHERÀ LA COMUNITÀ DI CREMA”

 

Si è parlato della scuola della Fondazione Charis, stamattina, in Consiglio regionale, grazie a un’interrogazione a risposta immediata presentata da Agostino Alloni, consigliere regionale del Pd. A lui è spettato ricostruire la vicenda dell’istituto scolastico che doveva nascere a Crema, “a cura e spese della Fondazione Charis, cioè Comunione e Liberazione – ha esordito Alloni –, che, però, a febbraio 2013, comunica di avere avviato la procedura di liquidazione volontaria non essendo più in grado di reperire le risorse per completare l’opera”.

Opera “ideata e realizzata da don Mauro Inzoli, leader carismatico di Cl, confessore personale dell’ex presidente Formigoni, parroco della parrocchia Santa Trinità di Crema”, ha raccontato Alloni. “All’epoca il progetto prevede la costruzione di un enorme edificio destinato a ospitare diverse scuole. La Regione assicura un finanziamento, ipotetico, di  4 milioni e 500mila euro e immediato di 1 milione di euro. L’assessore regionale alla partita è il cremasco Giovanni Rossoni. E la procedura di individuazione dell’opera scolastica da finanziare avviene in tempi da record: il 26 marzo 2008 il sindaco di centrodestra Bruno Bruttomesso invia un fax a Regione Lombardia; il 28 marzo, due giorni dopo, la Giunta comunale approva uno schema di protocollo con Fondazione Charis e con Regione Lombardia per l’utilizzo di contributi a valere sulla legge regionale 1/2000; nella stessa giornata Regione Lombardia, Comune e Fondazione Charis sottoscrivono lo stesso protocollo. Il tutto avviene con una trasferta a Crema di Regione Lombardia”.

I lavori partono nel 2009. Ma, dice Alloni, “solo ora la Regione si accorge che, diversamente da quanto scritto nelle delibere e da quanto convenuto con Charis e Comune, si deve parlare di ‘lotto funzionale’ a svolgere la funzione di formazione scolastica superiore e non più, come era avvenuto fino a quel momento e come dice l’accordo negoziale sottoscritto il 17 giugno 2009, ‘a titolo di compartecipazione alla spesa di euro 8.992.179,99 del primo lotto dei lavori di cui alla delibera di approvazione del progetto definitivo’. E ancora che ‘il Comune erogherà a Charis il contributo assegnato nei limiti delle somme effettivamente trasferite dalla Regione’. Sulla base di questa mutata interpretazione Regione chiede al Comune la restituzione del milione erogato”.

Charis, infatti, “ha già avviato la procedura di liquidazione perché il leader di Cl, don Mauro Inzoli, viene rimosso da parroco e dismesso dallo stato clericale con sentenza della Congregazione per la dottrina della fede, nel dicembre 2012, per fatti riconducibili al reato di pedofilia”, aggiunge Alloni che ha chiesto all’assessore regionale all’Istruzione Aprea “se la Regione non intenda bloccare questa procedura di riscossione coatta di un credito non esigibile e non ne voglia accertare l’insussistenza rimanendo in attesa che il liquidatore, tra l’altro indicato dalla stessa Regione, riconosca l’eventuale restituzione del contributo a suo tempo erogato alla Charis”.

L’assessore, per conto della Giunta, ha risposto in sostanza che “la discussione è ancora aperta, ma la Regione non sottovaluta i danni che potrebbero nascere da decisioni affrettate nei confronti del Comune di Crema – riferisce il consigliere Pd –. Spiegazione che non mi ha per nulla soddisfatto, perché l’assessore parla di proposta in discussione, ma a me risulta che ci siano decreti di Regione Lombardia che chiedono già la restituzione, tant’è che sono già stati trattenuti 200mila euro su contributi che dovevano essere trasferiti al Comune. Il quale ha come unica possibilità di riconoscere il debito fuori bilancio, sforando di fatto il patto di stabilità e mettendo in difficoltà le famiglie cremasche”.

Ma l’accordo, ribadisce il consigliere Pd, “era stato fatto da Regione e Fondazione Charis, e ora la prima chiede indietro il milione praticamente alla comunità di Crema che nell’operazione non c’entrava nulla!”.

Alloni conclude con un appello: “La Regione riconosca la propria  responsabilità e attenda che il liquidatore della Charis possa mettere in vendita tutto il patrimonio disponibile, così da recuperare il contributo erogato più di 5 anni fa alla stessa Fondazione”.

Milano, 1 dicembre 2015


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