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Manerba del Garda: il centrodestra non vuole la riserva naturale voluta dal centrodestra

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Manerba del Garda

ALLONI (PD): “IL CENTRODESTRA NON VUOLE LA RISERVA NATURALE VOLUTA DAL CENTRODESTRA”

La riserva naturale della Rocca del Sasso e del Parco naturale di Manerba del Garda non riesce a essere istituita. Perché la maggioranza di centrodestra, che governa Regione Lombardia, non si decide a votarla – e se lo facesse sarebbe contraria –, nonostante la delibera di Giunta regionale e la volontà dell’assessore all’Ambiente Terzi risalgano già a due anni fa e nonostante i solleciti del sindaco di centrodestra di Manerba.

“Noi di opposizione, Pd e M5s, saremmo, invece, stati pronti già oggi a votare a favore. Ma ci scontriamo con il paradosso che il centrodestra non vuole votare un provvedimento del centrodestra”, sorride Agostino Alloni, consigliere regionale del Pd e componente dell’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale dove questo pomeriggio il punto era all’ordine del giorno.

“La Giunta regionale ha approvato la proposta di istituzione della Riserva naturale con un delibera del settembre 2013 – racconta Alloni –. Nel giugno 2014 ha, poi, approvato la proposta di delibera che dovrebbe essere votata dal Consiglio regionale, ma che ancora non è riuscita a passare il vaglio nemmeno della Commissione Agricoltura. E nella seduta odierna è stato chiaro che, se fosse stata messa ai voti, la maggioranza l’avrebbe bocciata. Assurdo!”, insiste Alloni.

Nel frattempo, il sindaco di Manerba, il 23 dicembre scorso, ha inviato una lettera di sollecito “alla Regione, a Maroni in persona, all’assessore e alla Commissione in cui sottolinea che rimane in attesa di ricevere copia dei provvedimenti di competenza regionale, al fine di concludere l’iter necessario per la definitiva istituzione della riserva – prosegue il consigliere Pd –. E ha tutte le ragioni: l’urgenza sta nel fatto che il periodo per l’applicazione della normativa transitoria della riserva risulta già scaduto e se le attuali disposizioni che investono il territorio non dovessero essere più applicabili, si avrebbero gravi conseguenze nella gestione dell’area naturale”.

L’opposizione non ha voluto, però, infierire sull’incredibile impasse che si è venuto a creare: “Abbiamo, comunque, accettato di ascoltare in audizione i rappresentanti dell’amministrazione comunale. Ma poi bisogna votare. E se leghisti e compagni di coalizione sono contrari ai loro stessi assessori e amministratori locali, che lo dicano apertamente con l’alzata di mano”, conclude Alloni.

Milano, 20 gennaio 2016


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