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Maroni vuole il cantone della Val Padana, ignorato il territorio

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MARONI VUOLE IL CANTONE DELLA VAL PADANA

DECISA LA CHIUSURA DEGLI STER E LA DEFINIZIONE DI UN UNICO UFFICIO TERRITORIALE PER MANTOVA E CREMONA

CARRA (PD): IGNORATO IL TERRITORIO

Maroni ha deciso, gli Ster, le sedi territoriali della Regione, verranno chiusi e al loro posto si istituiranno otto Uffici territoriali regionali sostanzialmente coincidenti con le nuove ATS (fa eccezione il territorio montano), le agenzie di tutela della salute che hanno sostituito, aggregandole, le vecchie Asl. Si tratta di una decisione assunta in via sperimentale contenuta nel Primo provvedimento organizzativo del 2016, approvato ieri dalla Giunta regionale. La riorganizzazione è fatta in vista del completo superamento delle Province che avverrà con l’approvazione della Riforma della Costituzione. L’assetto prefigurato nella delibera ricalca la proposta avanzata la scorsa settimana da Maroni di istituire in Lombardia otto cantoni.

Saranno quindi cancellati gli Ster di Mantova e Cremona anche se non è ancora stabilito nella delibera in quale delle due città avrà sede il nuovo UTR della Val Padana, anche se la cosa più probabile è che sarà seguito lo stesso criterio delle ATS e quindi la sede dell’UTR sarà Mantova.

Così commenta il consigliere regionale del Pd Marco Carra: “Al di là di dove questo nuovo ufficio avrà sede, ed è chiaro che a mio parere Mantova sarebbe la scelta inevitabile, Maroni con questa mossa sta forzando un processo di decisione senza ascoltare il territorio. Solo una settimana fa in una seduta appositamente convocata del Consiglio regionale il presidente della Regione aveva invitato tutti a condividere un percorso per arrivare alla definizione di aree vaste, al posto delle attuali province, che tengano conto delle opinioni di tutte le forze economiche, politiche e sociali dei territori. Peraltro oggi c’è una grande confusione, con territori diversi per settori diversi: ci sono ancora le vecchie province, ci sono le ATS con altri confini, le agenzie della mobilità, gli Ato, le Aler e infine i collegi elettorali della Camera che non combaciano tra di loro. Era davvero necessaria questa fuga in avanti? Secondo noi no e credo che bisognerà chiedere a Maroni e alla sua giunta di fermarsi e di aspettare il confronto con i territori. Se la decisione sarà di accorpare i territori di Mantova e Cremona in un’unica area vasta allora si proceda del senso prospettato.”

Milano, 29 gennaio 2016


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