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Frontalieri: la Regione non vuole la moratoria, lavoreremo da soli con i nostri parlamentari

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Sanità per frontalieri

PD: “REGIONE LOMBARDIA NON VUOLE LA MORATORIA. LAVOREREMO DA SOLI, CON I NOSTRI PARLAMENTARI”

“Regione Lombardia teme il danno erariale e non ha il coraggio di prendere la decisione di bloccare con una moratoria le richieste di denaro ai lavoratori frontalieri per la sanità pubblica italiana”, è dura la reazione di Luca Gaffuri e di Alessandro Alfieri, sulla posizione che la Giunta Maroni intende tenere in merito alla vicenda del pagamento del servizio sanitario regionale da parte dei frontalieri, appunto.

Atteggiamento sbagliato e ancora più grave “dopo che abbiamo scoperto quanti sono stati coloro che hanno già dovuto pagare e quanto hanno sborsato – rincara Gaffuri –: nel 2015, all’Asl della provincia di Sondrio hanno pagato in 5 per un totale di 6.170,79 euro; nel 2016, alla data del 24 febbraio, in quella che è diventata, nel frattempo, dopo la riforma sanitaria, l’Ats della Montagna, hanno pagato altri 5 iscritti per un totale di 4.924.94 euro”. Senza contare i 25, per un totale di 58.817,73 euro, dell’Ats Insubria.

Numeri confermati questo pomeriggio durante la seduta congiunta con la Commissione Sanità e politiche sociali per discutere del tema alla presenza di Walter Bergamaschi, direttore generale della Sanità di Regione Lombardia.

“Da un punto di vista tecnico, la Direzione sanità sostiene di avere dei dubbi di interpretazione, ma il sospetto è che abbia il timore di dover restituire allo Stato molto denaro, quello dei frontalieri che, secondo la Direzione, potrebbero dover versare anche per gli anni passati, a leggere il tono dell’interpello che la Regione ha fatto al Ministero della Salute – continuano i consiglieri –. E non sono bastate le rassicurazioni date da un viceministro direttamente in Aula alla Camera. Per il direttore generale non erano parole chiare quelle di Casero che ha detto espressamente che i frontalieri appartengono al sistema sanitario nazionale come tutti gli altri lavoratori italiani”.

Ma considerata la presenza dell’assessore Brianza, rappresentante della Regione anche dentro Regio Insubrica, il Pd ha comunque proposto di prendere almeno una decisione da un punto di vista politico.

“L’assessore ha risposto picche. Per quanto ci riguarda, i prossimi passi da fare sono chiari: lavoreremo da soli, come Pd, assieme ai nostri parlamentari, per risolvere definitivamente la questione che Regione Lombardia ha creato, in modo da non far pagare più nulla a nessun frontaliere”, conclude Gaffuri.

Milano, 3 marzo 2016


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