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Caccia e pesca, la vigilanza torna alle province

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Caccia e pesca

PD: “LA VIGILANZA TORNA ALLE PROVINCE, MA REGIONE LOMBARDIA NON LASCI FUORI NESSUN DIPENDENTE”

La vigilanza ittico-venatoria torna alle Province o a quelle che poi diventeranno enti di area vasta. Lo ha deciso oggi, martedì 15 marzo 2016, il Consiglio regionale della Lombardia approvando le modifiche a due leggi, un testo unico sull’agricoltura e le norme per la disciplina della caccia.

“Auspichiamo che la Regione riesca a garantire tutti i posti di lavoro e che tutti gli agenti vengano confermati. E per fare questo la Giunta deve trovare al più presto le risorse necessarie a mettere in sicurezza il personale”, dicono Mario Barboni e Luca Gaffuri, consiglieri regionali del Pd, dopo la votazione nella quale il Partito democratico si è astenuto.

E la motivazione è presto detta, per i consiglieri PD: “Siamo stati favorevoli all’emendamento che introduceva la novità per senso di responsabilità verso i lavoratori che il 1 aprile avrebbero rischiato il posto, ma non ci è piaciuta la modalità con cui è stata inserita questa novità – spiegano –. E non abbiamo nemmeno compreso perché prevedere, nel contesto del provvedimento, la data del giugno 2017 per il rinnovo degli Ambiti territoriali di caccia: aveva più senso quanto da noi proposto, ossia il termine della legislatura regionale. Alla fine abbiamo partorito un ibrido che non ha senso logico”.

Milano, 15 marzo 2016


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