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Dispersione scolastica: niente dati certi, né strumenti di prevenzione

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Dispersione scolastica

PD: “REGIONE LOMBARDIA NON HA DATI CERTI E NEMMENO STRUMENTI PER PREVENIRE L’ABBANDONO”

In Lombardia quanti bambini e ragazzi in età di scuola dell’obbligo non terminano il loro percorso scolastico, rientrando nella cosiddetta ‘dispersione’? La stima è di un 13%, ma i numeri reali la Regione non è in grado di averli.

“Siamo rimasti senza parole: a livello europeo sappiamo che sono l’11%, a livello nazionale il 15, a livello regionale non è dato sapere con certezza quanti, chi e per quale motivo gli studenti non terminano le scuole dell’obbligo”, lamentano i consiglieri regionali del Pd che oggi, giovedì 17 marzo 2016, hanno partecipato alla VII Commissione Istruzione per un’audizione con la Direzione generale dell’assessorato proprio per conoscere i numeri del fenomeno.

“Non ci sono dati, non ci sono strumenti per capire e conoscere e non ci sono misure per prevenire – insistono gli esponenti del Pd –. Esiste qualche modalità sperimentale, forse quella che ha portato a fare la stima del 13%, ma nulla di più. Né si può sapere se alle paritarie va meglio o si riflette la stessa situazione”.

Ai consiglieri del PD è stato solo detto “che Dote scuola è uno dei cardini su cui poggiano gli interventi per prevenire la dispersione scolastica. Ma noi non siamo assolutamente d’accordo: il sostegno allo studio è un provvedimento che Regione Lombardia prende, ormai da anni, come prassi consolidata e oltre tutto raggiunge solo un numero limitato di studenti, con tutti i pro e i contro che sappiamo”, dice riferendosi alla decisione della Giunta Maroni di togliere risorse, ma aumentare il limite di reddito delle famiglie che possono percepire il Buono scuola, quello destinato alle paritarie.

E nelle misure che per il Pd potrebbero fungere da prevenzione, “Regione non finanzia adeguatamente nemmeno la formazione professionale. Perché non parte da qui, visto che rappresenta già uno degli sbocchi ideali e naturali per chi non intende proseguire gli studi?”, si chiedono i consiglieri.

Milano, 16 marzo 2016


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