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La regione approva un regolamento per limitare le raccolte fondi a fini di solidarietà

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LA REGIONE APPROVA UN REGOLAMENTO PER LIMITARE LE RACCOLTE FONDI A FINI DI SOLIDARIETÀ

Marco Carra (PD): associazioni penalizzate ingiustamente

Fare un banchetto di beneficenza o di autofinanziamento in Lombardia non sarà più tanto facile. La Regione ha infatti approvato le nuove linee guida per la "cessione a fini solidaristici" dando seguito alla modifica della legge sul commercio approvata a settembre. Ad essere regolate saranno le vendite, o meglio, la cessione in cambio di un offerta, delle arance per la lotta contro il cancro e dei fiori per la ricerca sulle malattie genetiche, ma anche delle caldarroste per gli alpini o delle torte per finanziare l'associazione locale o magari la scuola. D'ora in poi i prodotti alimentari potranno essere offerti solo se confezionati e tutti i comuni saranno tenuti ad approvare un proprio piano comunale delle cessioni a fini solidaristici nel quale, in accordo con i rappresentanti dei commercianti, dovranno definire le aree nelle quali i banchetti sono consentiti. L'obiettivo dichiarato è di non intralciare l'attività dei negozi: infatti la vendita dello stesso articolo, per esempio i fiori, non potrà essere effettuata nello stesso luogo per più di due volte. Potranno fare i banchetti solo gli enti non commerciali regolarmente costituiti (almeno con scrittura privata registrata), da un tempo congruo. Questi dovranno presentare domanda in comune per il banchetto almeno trenta giorni prima la data prevista per l'iniziativa e dovranno fornire le generalità del soggetto responsabile dell'attività, la precisa collocazione del banchetto, che deve essere a debita distanza da attività commerciali fisse o meno (mercati o ambulanti) che vendono la stessa categoria merceologica, la dimensione e tipologia dello spazio occupato (banchetto, gazebo, veicolo, ecc.), data, orario e finalità dell'iniziativa, tipo di merce offerta in cessione, dichiarazione dell'ente che attesti che i beni oggetto della cessione siano provenienti da una effettiva e regolare filiera produttiva e, infine, la dichiarazione dell'ente che attesti che l'iniziativa sia destinata esclusivamente alla raccolta fondi per fini di beneficenza, caritatevoli, solidaristici o di ricerca.

I banchetti, inoltre, non potranno avere insegne luminose o pubblicità dei prodotti, ma solo insegne dell'ente che li organizza, ma dovranno tenere esposte le generalità dell'associazione, le finalità dell'iniziativa, la dizione "offerta libera" (è consentito indicare l'offerta minima).

Sono escluse da queste norme le raccolte fondi in aree private non aperte al pubblico e destinate a precise categorie di persone (cene di autofinanziamento degli appartenenti ad un'associazione, per esempio), e quelle esercitate in aree private aperte al pubblico appartenenti alle confessioni per le quali vige il regime concordatario con lo Stato.

"Quando sei mesi fa fu approvata la legge – commenta il consigliere regionale del Pd Marco Carra - avevamo purtroppo visto giusto: la Regione mostra i muscoli sempre contro i più deboli. Sono tantissime le associazioni che raccolgono fondi con i banchetti, tante le persone che vi si dedicano gratuitamente per sostenere la ricerca contro le malattie o per finanziare attività per i ragazzi, per i disabili e per le persone in difficoltà. La Regione dovrebbe aiutarli, non complicargli la vita come sta facendo con questo regolamento. E c'è un fattore non secondario, che sono gli ulteriori adempimenti a carico dei comuni. Questi, inevitabilmente, si riverseranno sui cittadini che non capiranno per quale ragione per iniziative benefiche siano necessari tanta burocrazia e tanti paletti".

Qui il regolamento

Milano, 29 aprile 2016


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