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Lambrusco: tutelata la denominazione, ora la regione vigili

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CARRA (PD): “TUTELATA LA DENOMINAZIONE. ORA LA REGIONE VIGILI”

 

Non sarà più così facile usare la denominazione Lambrusco nell’etichetta di un vino prodotto in qualsiasi parte del mondo. “Grazie all’intervento dell’europarlamentare del Pd Paolo De Castro, il Commissario europeo per l’agricoltura Phil Hogan ha preannunciato il ritiro dell’atto delegato sulla tutela dei vini identitari che avrebbe dato il via a una sorta di liberalizzazione nell'uso dei nomi dei vitigni, fuori dai luoghi di produzione, tra questi anche il nostro Lambrusco”, commenta Marco Carra, consigliere regionale del Pd e capogruppo in VIII Commissione Agricoltura.

Questo pomeriggio, durante la seduta settimanale, la Commissione ha approvato una risoluzione in cui “in un primo momento veniva chiesto alla Giunta di attivarsi per impedire che venisse stravolto l’attuale quadro normativo di tutela dei nostri vitigni – fa sapere ancora Carra –, mentre ora, con un nostro emendamento, abbiamo impegnato la Giunta a vigilare affinché il ritiro dell’atto avvenga effettivamente e non si realizzi una indiscriminata liberalizzazione dell’utilizzo della menzione”.

 

L’allarme era stato lanciato dalle associazioni agricole e dalle aziende vitivinicole “preoccupate di vedersi scippare una denominazione che significa non solo un prodotto redditizio, ma anche qualità e riconoscibilità, in una parola territorio. E nel caso della Lombardia parliamo della fascia mantovana a ridosso dell’Emilia Romagna e di un vitigno che se era documentato addirittura da Virgilio non può certo apparire su bottiglie prodotte in chissà quale parte del mondo”.

 

Milano, 8 giugno 2016


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