Archivio > COMUNICATO STAMPA

Lambrusco, dall'età del bronzo a oggi: il vitigno tutelato a livello internazionale

AGRICOLTURA »

 

 


 

Lambrusco

CARRA (PD): “DALL’ETÀ DEL BRONZO A OGGI: IL VITIGNO TUTELATO A LIVELLO INTERNAZIONALE”

 

Via libera, questa mattina, alla risoluzione sulla tutela dell’utilizzo della menzione Lambrusco nell’etichettatura dei vini. Il documento chiede che la Giunta vigili affinché, conseguentemente a quanto dichiarato dal Commissario europeo per l’agricoltura Phil Hogan e dal Direttore generale Agricoltura Ue Joost Korte, l’atto delegato sulla tutela dei vini identitari venga ritirato e che comunque non si realizzi una indiscriminata liberalizzazione dell’utilizzo delle menzione di un vitigno, proponendo opportune misure volte alla tutela del carattere locale e della peculiarità e rafforzando il vincolo con il territorio di cui è originario, scongiurando così il rischio di un pronunciamento giudiziale che lo privi di adeguata protezione.

 

“Condividiamo in toto la risoluzione presentata oggi, così come è stata già condivisa in Commissione Agricoltura – ha esordito Marco Carra, consigliere regionale del Pd e capogruppo in Commissione –. Si tratta, infatti, di un vitigno importante presente nel mantovano, nel reggiano, nel modenese e nel bolognese”, ha ricordato il consigliere, facendo un excursus storico che giustifica l’attenzione per la titolarità di questo vino.

 

“La prova che la vite labrusca della nostra zona rappresentò la prima possibilità di venire a contatto con l’esperienza enologica dal periodo dell’età del bronzo. Ed è una scoperta dovuta al rinvenimento di semi di vite silvestre proprio nelle zone di produzione attuale del Lambrusco, trovati in località archeologiche poste nei pressi delle terremare, isole emergenti sugli acquitrini conseguenti allo scorrere del fiume Po e sulle prime propaggini appenniniche – ha fatto sapere Carra all’Aula –. Successivi rinvenimenti di altri semi, ci fanno ritenere senz'altro note queste uve selvatiche oltre che ai Latini anche agli Etruschi e ai Galli ligures. Per quanto riguarda i Latini, testimonianze dirette ci giungono da Virgilio, non per nulla mantovano, il quale parla dell’esistenza della vitis labrusca duemila anni fa, nella sua quinta bucolica”.

 

Passando da Catone, Varrone e Plinio il Vecchio, Carra ha ricordato come i soldati imperiali furono sconfitti, a Sorbara, da Matilde di Canossa grazie al fatto che, in quel luglio di oltre 900 anni fa, si dissetarono abbondantemente del prodotto della vite labrusca. E proprio rievocando quell’episodio Carra ha sottolineato la freschezza dissetante del Lambrusco e ha esibito sugli scranni una bottiglia di provenienza mantovana.

 

“Oggi, quello che negli Stati Uniti, negli anni Sessanta, veniva definito la Coca Cola italiana e, a partire dagli anni Novanta, ha subito una svolta dal punto di vista qualitativo, a dispetto di quello quantitativo, non si vedrà più scippare la denominazione Lambrusco nell’etichetta di un vino prodotto in qualsiasi parte del mondo”, ha concluso Carra.

 

Milano, 5 luglio 2016

 


Condividi questo articolo

Vedi anche: