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Legge Lobbying: non la migliore delle leggi, ma un punto di partenza

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Legge Lobbying

ALLONI (PD): “NON LA MIGLIORE DELLE LEGGI MA UN PUNTO DI PARTENZA VERSO LA TRASPARENZA”

 

È stata approvata oggi in Consiglio regionale della Lombardia, con votazione bipartisan, ma con il voto contrario del M5S e la non partecipazione al voto di Forza Italia, la legge che mira a rendere trasparenti i rapporti tra rappresentanti di interessi, le cosiddette lobby e relativi lobbisti, con i legislatori regionali. Una legge fortemente voluta dal Pd che ha depositato la prima proposta di legge da cui è partito il processo legislativo. Il testo originale della proposta di legge del Pd é stato scritto dal cremasco Fabio Bergamaschi, esperto della materia.

Grazie a questa legge d’ora in poi tutti i rappresentanti di interessi che intendono intervenire per influenzare la formazione di leggi o decisioni del Consiglio regionale dovranno essere registrati in un elenco presso la presidenza del Consiglio e, una volta all’anno, entro il 28 febbraio, saranno tenuti a riferire i nomi dei consiglieri incontrati in Regione e per quale processo decisionale. 

Prima della Lombardia, tra le Regioni italiane, solo Toscana, Abruzzo e Calabria si erano già dotate di una normativa relativa all’attività di lobbying.

 

“Non è la migliore delle leggi possibili, ma è un primo passo perché segna un punto di partenza importante nella direzione della trasparenza – ha dichiarato il consigliere Pd Agostino Alloni al momento del voto - . Non ha intenti regolatori e deve fare i conti con la limitatezza della funzioni regionali in questo campo: non può infatti istituire un albo professionale. Promuove e valorizza la tracciabilità riabilitando, in questo senso, la politica di fronte all'opinione pubblica. La rappresentanza di tutti gli interessi e la loro partecipazione alla formazione del processo legislativo è fondamentale. Sulla partecipazione dovremmo muoverci con più coraggio a partire da progetti di legge già depositati da tempo da noi del Pd; la partecipazione costruisce infatti percorsi di condivisione, accresce la cittadinanza ed è utile alla costruzione di consenso e condivisione per superare contrasti e conflitti”.

“L’assunzione della responsabilità della politica passa dalla messa in campo di azioni concrete – aggiunge -. La buona politica ha il compito di avere un ruolo di mediazione tra tutti gli interessi legittimi e questa è una sfida importante per la Regione Lombardia, così duramente colpita, anche molto recentemente, da scandali legati al rapporto malato tra decisori e interessi economici di parte. La corruzione e la mancanza di trasparenza sono una malattia della nostra società e fanno perdere competitività al sistema.”

 

Milano, 12 luglio 2016


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