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Aumento IVA per le cooperative sociali

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O R D I N E D E L G I O R N O

PDL 309

Assestamento al bilancio 2016/2018 – I° provvedimento di variazione con modifiche di leggi regionali

Oggetto: aumento Iva per le cooperative sociali

Il Consiglio regionale

premesso che

- la Legge di Stabilità 2016 (art. 1 commi 960, 961, 962, 963 Legge n. 208/2015) ha modificato il regime fiscale ai fini IVA per le prestazioni sanitarie, educative e socioassistenziali poste in essere dalle cooperative sociali, introducendo una nuova aliquota agevolata nella misura del 5% e, al tempo stesso abrogando, la possibilità per le cooperative sociali di poter optare per l’esenzione delle prestazioni, prevedendone la decorrenza, in relazione alle operazioni di cui ai contratti stipulati, rinnovati o prorogati, a partire dal 1° gennaio 2016;

- suddetto intervento si è reso necessario al fine di non incorrere nell’apertura di una nuova procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese da parte della Commissione Europea che già nel 2012, nell’ambito della procedura EU Pilot, aveva rilevato l’incompatibilità con l’ordinamento comunitario della disciplina IVA italiana, che prevedeva l’applicazione dell’aliquota del 4% per le cooperative sociosanitarie ed educative, quando la norma comunitaria consente di mantenere le aliquote inferiori al 5% per le sole operazioni che al 1° gennaio 1991 già godevano di tale beneficio (la legge istitutiva delle cooperative sociali è del novembre 1991);

sottolineato come

- precedentemente assoggettate all’aliquota del 4% o IVA esenti, per le cooperative sociali, simili nuove disposizioni impattano in maniera significativa in termini di sostenibilità dei bilanci: stimato in 200 milioni annui l’entità del Fondo Sanitario erogato da Regione Lombardia a favore delle cooperative sociali contrattualizzate, l’aliquota del 5% determina una contrazione di 10 milioni di euro;

evidenziato che

- tale aggravio di costi è imputato dalla Legge di Stabilità 2016 alle sole cooperative sociali, aumentando ancor più la disparità di trattamento tra queste e gli altri soggetti erogatori costituiti con forme societarie diverse (es. fondazioni che operano in esenzione di IVA);

- la riduzione dei ricavi, compensata solo in minima parte dalla possibilità di detrazione dell’IVA sugli acquisti, rende di molto evidente come, la singola peculiarità giuridica degli enti gestori, dovrebbe essere considerata nell’ambito della definizione dei costi standard necessari per la quantificazione della quota di costo del servizio a carico del Sistema Sanitario Regionale;

valutato che

- nella nostra regione, a differenza di altre, le cooperative sociali che gestiscono servizi sociosanitari accreditati e contrattualizzati, firmano contratti IVA inclusa, che finiscono per diventare penalizzanti sul mercato, considerato che il sistema tariffario è fermo ormai da molti anni (dal 2005 per la psichiatria e dal 2008 per le Rsa);

- la stessa sentenza del Consiglio di Stato (sez. VI del 10 dicembre 2015) ha sostenuto come, per evitare disparità di trattamento derivanti da questioni fiscali, sia necessario che in gare di appalto i prezzi si intendano sempre al netto dell'IVA;

ricordato che

- nel settore del welfare sono un milione le persone assistite dalla cooperazione sociale, 63mila e 500 i lavoratori, circa il 10 per cento delle residenze sanitarie per gli anziani sono di cooperative sociali, così come oltre il 50 per cento dei servizi alla disabilità, intorno al 25-30 per cento del settore della psichiatria e la quasi totalità di tutte le politiche sulle dipendenze in area sociosanitaria (dati rete Alleanza delle Cooperative);

- le cooperative sociali contribuiscono in modo determinante al buon funzionamento dei servizi sociosanitari di questa Regione, poiché in grado di garantire presenza e prestazioni;

Impegna la giunta regionale

nell'ambito dell'assestamento di bilancio 2016:

ad individuare le risorse da destinare alle cooperative sociali a ristoro degli oneri sostenuti per il pagamento dell’IVA a seguito delle nuove disposizioni introdotte con la Legge di stabilità 2016, in applicazione delle indicazioni della Commissione Europea;

a far fronte all'attuale riduzione dei ricavi, pari a circa il 5%, considerando la quota a carico del Servizio Sanitario Regionale al netto di IVA, evitando cosi disparità di trattamento fra gli enti gestori di servizi sociosanitari accreditati e contrattualizzati per la nostra Regione derivanti da questioni fiscali.

Milano, 22 Luglio 2016

Gian Antonio Girelli

Fabio Rolfi


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