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Quale futuro per i consultori lombardi e bergamaschi?

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Quale futuro per i consultori lombardi e bergamaschi?

BARBONI (PD): “SINERGIA E PIU' CONSULTORI A BERGAMO, ECCO GLI OBIETTIVI A CUI TENDERE ”

 

“Quale futuro per i consultori lombardi e bergamaschi?" E' la domanda a cui hanno cercato insieme di rispondere i consiglieri regionali della Commissione Sanità e Assistenza e i referenti dei Consultori Privati Accreditati, durante l'audizione che si è svolta a Brescia presso la sede territoriale di Regione Lombardia a Brescia.

L'offerta regionale non è affatto omogenea. Dei 286 presidi (dei quali 172 consultori pubblici e 114 privati) molti si trovano concentrati nelle province di Milano, Brescia e Monza e Brianza. A Bergamo, a fronte di un'utenza quasi pari a quella bresciana, i presidi sono soltanto 24 (10 pubblici e 14 privati) contro il 38 di Brescia.

"Non è accettabile per Bergamo che vi possa essere una riduzione dell'attuale numero di Consultori, a fronte della cessazione prevista di alcune attività sperimentali che ci riporterebbe al 2011 e al rapporto di 1 consultorio ogni 60 mila abitanti - dice il consigliere Pd Mario Barboni - Semmai il numero deve essere implementato essendo già al di sotto della media regionale (1 ogni 35mila abitanti)".

Proprio per questo i consiglieri del territorio martedì 20 settembre incontreranno l'assessore al Welfare Gallera per fare il punto sul fabbisogno e sulla programmazione per il 2017.

Barboni ha auspicato la continuazione della sinergia oggi in essere tra consultori pubblici e privati nella logica di una migliore risposta all'utenza. “L'obiettivo a cui tendere è comunque quello della sinergia. Occorre guardare avanti e saper cogliere i nuovi bisogni emergenti come una forte prevenzione e l'educazione all'affettività tenendo però presente che il processo futuro può presentare dei rischi. E' importante infatti che non subentrino logiche meramente imprenditoriali nella gestione di questi servizi sociosanitari: perciò la politica deve costruire processi e percorsi adeguati e indirizzare finanziamenti in modo da evitare questa degenerazione”.

Milano, 15 settembre 2016

 


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