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Parchi: no alla legge

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VILLANI (PD): “NO ALLA LEGGE: REGIONE VUOLE SOLO RISPARMIARE. NOI VOGLIAMO VALORIZZARE E TUTELARE I TERRITORI”

 

Una diversa idea di parchi ha visto contrapposti al voto, in VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale, la maggioranza di centrodestra e il Gruppo regionale del Pd assieme al Patto civico. Nessuno degli 85 emendamenti dei democratici è stato preso in considerazione. E, d’altra parte, la revisione della prima bozza della proposta di legge non è stata sufficiente per Pd e Patto civico che hanno votato contro.

 

“Dopo che le molte audizioni hanno sostanzialmente stroncato la proposta di legge della maggioranza, il testo è stato rivisto. L’idea di creare le macroaree, ad esempio, va nella direzione che noi abbiamo sempre auspicato e si avvicina ai nostri Aress, gli Ambiti regionali di sviluppo sostenibile – spiega Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd, capogruppo in Commissione –. Ma il fatto che al centrodestra ne bastino 9, mentre noi ne proponiamo 16, di cui una nuovissima con il parco del Po, e insisteremo su questo anche in fase di discussione in Aula, la dice lunga sulla diversa filosofia che anima le due concezioni: per la maggioranza si tratta solo di un’opera di razionalizzazione e di risparmio, nemmeno fossero uffici o sportelli territoriali inutili; noi, invece, vogliamo valorizzare il concetto di area protetta, con un allargamento della partecipazione a sindaci e Comuni, con un ruolo di primo piano dei territori e dei loro rappresentanti, con una visione a largo raggio che tiene dentro la lotta all’inquinamento e al consumo di suolo. Ebbene, nella legge che propone il centrodestra non c’è nulla di tutto questo. Anzi”.

 

E in quell’“anzi” Villani ha inserito anche gli enti intermedi: “Poiché le Province, al di là del risultato referendario, perderanno mano a mano di peso, la nostra idea è che la Regione compartecipi con una quota obbligatoria e fissa alla gestione delle nuove aree protette, ma assieme a essa vi siano, appunto, i Comuni e non solo quelli ricompresi nei parchi, ma tutti, quindi, in sostanza, l’intera Rer, la rete ecologica regionale”.

 

Un altro punto assolutamente inaccettabile per il Pd è quello legato alle risorse: “Dopo nostra insistenza, gli incentivi sono stati raddoppiati, passando da 210mila a 420mila euro, ma, primo sono ancora troppo pochi e si può fare uno sforzo maggiore, inoltre sono destinati solo agli accorpamenti tra parchi regionali. Anche in questo caso, senza una visione a più ampio raggio”.

 

Milano, 3 novembre 2016

 

 


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