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Sannazzaro-Ferrera: no alla discarica di amianto vicino all'impianto Eni

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Sannazzaro-Ferrera

VILLANI (PD): “REGIONE LOMBARDIA NON AUTORIZZI PIÙ LA DISCARICA DI AMIANTO VICINO ALL’IMPIANTO ENI”

 

È il caso che Regione Lombardia riveda, per ragioni di sicurezza, l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2015 alla ditta Acta srl per la realizzazione e la gestione di una discarica monodedicata per rifiuti contenenti amianto, proprio a due passi dall’impianto Eni dove è scoppiato l’incendio ai primi di dicembre, tra Sannazzaro e Ferrera Erbognone? Lo ha chiesto Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd e capogruppo in VI Commissione Ambiente, in un’interrogazione a risposta immediata discussa stamattina in Consiglio regionale.

 

“L’assessore regionale all’Ambiente Terzi mi ha risposto ricordando come è andata la vicenda dell’incendio in raffineria, sottolineando l’intervento immediato per domarlo e il fatto che sono in corso delle indagini – fa sapere Villani –. Ma per quanto riguarda il merito, ha detto che tutte le questioni sollevate sulla compatibilità della presenza di entrambi gli impianti, sono già state prese in considerazione in sede di Via e di Aia. Non ha escluso che la situazione venga riconsiderata, ma essendoci indagini e verifiche secretate ancora in corso, ogni valutazione non può che essere sospesa in attesa dei risultati”.

 

Una risposta che non ha soddisfatto Villani “perché Regione Lombardia, pur impegnandosi a fare ulteriori valutazioni sulla base dei dati che fornirà l’Arpa sulle verifiche effettuate sul suolo, non considera la pressione ambientale sul quel territorio, che è un dato già riscontrato. E poi c’è una sottovalutazione delle preoccupazioni già espresse, sia da un punto di vista amministrativo che tecnico, successivamente all’incidente. Senza fare allarmismi, riteniamo senza ombra di dubbio che i due impianti non possano coesistere”, conferma il consigliere Pd.

 

La discarica dovrebbe essere realizzata in località Cascina Gallona nel Comune di Ferrera Erbognone, “e già consideravamo la scelta particolarmente infelice, assieme agli amministratori e ai cittadini del territorio – ha detto ancora Villani –. Oggi abbiamo questo elemento in più: a 500 metri dal sito dove dovrebbe sorgere questo ‘contenitore’ di pericoloso cemento-amianto, si è verificato, appunto, un incidente rilevante e si è sviluppato un incendio domato solo dopo l'impiego di ingenti mezzi e personale”.

 

Villani ha ricordato che “la parte dell’impianto interessato dall’incendio è una costruzione di 30 metri per 30 e dell'altezza di  circa 70  metri, realizzata due anni fa, per la quale sarebbe stato speso circa 1 miliardo di euro, destinata alla raffinazione del greggio e in grado di recuperare circa il 98% di petrolio. L’incidente ha scatenato il panico nei paesi vicini, causato la chiusura di diverse scuole e ha creato un allarme ambientale che è stato seguito con un costante monitoraggio da tecnici, enti locali e responsabili della pubblica sicurezza”.

 

Milano, 10 gennaio 2017


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