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Lago di Como: rivedere i vincoli per la regolazione del livello delle acque

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Lago di Como, Gaffuri: "Rivedere i vincoli per la regolazione del livello delle acque"

Mozione Pd in Regione per ridurre i costi e per rivedere il progetto del lungolago

 

 

Il  livello delle acque del lago di Como, dipendente dalla gestione dei produttori idroelettrici sugli invasi della provincia di Sondrio e dalla regolazione della diga di Olginate da parte del Consorzio dell'Adda che rappresenta gli utilizzatori di acqua a valle, sta rendendo in questi giorni inutilizzabili il 95 per cento delle darsene lariane e mette a serio rischio anche quest'anno i siti di riproduzione ittica, con conseguenti problemi per il ripopolamento di lavarelli e altre specie di pesci. Questa la denuncia fatta dal presidente del Consorzio del Lario e dei Laghi minori Luigi Lusardi questa mattina in occasione del Tavolo provinciale della competitività riunitosi a Villa grumello a Como. L'intenzione emersa al Tavolo è quella di portare al Ministero dell’Ambiente una richiesta di revisione dei livelli idrici del lago fissati con la concessione della diga di Olginate nel 1942.

“Ancora una volta è emerso come gli interessi dei comuni lariani, e di quanti operano sul lago, sono sacrificati alle esigenze delle attività idroelettriche e agricole situate a monte e a valle del Lario – dichiara il consigliere regionale del PD Luca Gaffuri -. È ora che le comunità lariane possano intervenire sulla gestione della diga di Olginate perché lì si prendono decisioni che influiscono pesantemente sulla qualità ambientale, sulle risorse ittiche e sullo sviluppo turistico del nostro territorio. La situazione di bassi livelli idrometrici del lago di Como, ormai frequente anche per la diminuzione delle precipitazioni e dell’innevamento, richiede di ridiscutere norme e vincoli che tenevano conto di abbondanza d’acqua e rischio di piene – spiega -. Ciò vale per la regolazione della diga di Olginate, ma anche per la quota di 200,30 sul livello del mare prevista per le paratie in piazza Cavour. Per questo intendo presentare una mozione affinché Regione Lombardia, che ora ha la responsabilità progettuale ed esecutiva delle paratie, si attivi per richiedere una modifica di quel parametro ormai obsoleto. Acquisire il fatto che per la difesa idraulica di Como raggiungere quella quota risulta ormai esagerato consentirebbe di rivedere il progetto riducendone complessità, impatto, costi e tempi di realizzazione”, conclude.

 

 

Milano, 20 febbraio 2017


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