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Cementificio Sacci di Tavernola Bergamasca

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INTERROGAZIONE

con risposta scritta

Al Presidente

del Consiglio Regionale

Oggetto: Interpretazione autentica sui criteri indicati nella DGR 2970 del 2012 e Cementificio SACCI di Tavernola Bergamasca.

Il sottoscritto consigliere regionale,

premesso che:

- con la DGR Lombardia 2970 del 02.02.2012 sono stati prescritti i criteri (linee guida) per la individuazione delle modifiche sostanziali e delle modifiche non sostanziali di impianti soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale;

- il successivo DM 22/2013 ha introdotto il CSS-rifiuto e il CSS-combustibile nella normativa italiana, e ha determinato le condizioni per l’utilizzo in impianti di combustione termoelettrica e in cementifici;

considerato che in modo particolare il suddetto DM richiama:

all’art. 1 la volontà di assicurare la tutela delle zone di particolare rilevanza ambientale anche in relazione all’utilizzo del nuovo combustibile CSS-C, in particolare che “le fasi di produzione e utilizzo del CSS-Combustibile, ivi comprese le fasi propedeutiche alle stesse, avvengano senza pericolo per la salute dell'uomo e senza pregiudizio per l'ambiente e in particolare senza:

a) creare rischi per l'acqua, l'aria, il suolo e per la fauna e la flora;

b) causare inconvenienti da rumori e odori;

c) danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente”;

l’art. 13 dello stesso DM 22/2013 che recita:

“l'utilizzo del CSS-Combustibile negli impianti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere b) o c) è soggetto al rispetto delle pertinenti disposizioni del decreto legislativo 11 maggio 2005, n. 133, applicabili al coincenerimento, quali le disposizioni relative alle procedure di consegna e ricezione, le condizioni di esercizio, i residui, il controllo e la sorveglianza, le prescrizioni per le misurazioni nonché ai valori limite di emissioni in atmosfera indicati o calcolati secondo quanto previsto nell'allegato 2 del medesimo decreto legislativo, e le deroghe di cui al medesimo allegato”,

ritenuto che:

- tali previsioni introducono, anche nel caso di utilizzo di CSS-combustibile, un regime autorizzativo particolare per i cementifici e le centrali termoelettriche che intendano avviare tale attività, regime che non poteva essere preso in considerazione in precedenza nella definizione della entità delle modifiche per gli impianti esistenti;

tenuto conto:

- dell’importanza di garantire una applicazione del DM 22/2013 coerente rispetto alle norme del Dlgs 152/06 relative agli impianti soggetti ad autorizzazione integrata ambientale tra cui i cementifici e gli impianti di coincenerimento;

- che la produzione e l’utilizzo di CSS-combustibile è comunque da considerare rispetto alle previsioni del Piano Regionale di Gestione Rifiuti e, nello specifico, del sovradimensionamento attuale dell’incenerimento e del recupero energetico dei rifiuti, riconosciuto anche dal DPCM del 10.08.2016 per quanto riguarda la Lombardia;

- che iniziative di introduzione o di incremento della combustione di CSS-rifiuto devono essere assoggettate a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale;

- che la decisione CE 26.03.2013 raccomanda, tra l’altro, di considerare nella composizione dei rifiuti utilizzati come combustibili il “Controllo dei rifiuti da utilizzare come materie prime e/o combustibile nel forno da cemento relativamente al valore quantitativo dei parametri di interesse,v ad esempio cloro, metalli da considerare (tra cui cadmio, mercurio, tallio), zolfo, contenuto totale di alogeni. ”;

- che in contrasto con tale previsione le differenze quantitative delle soglie di contaminanti (Cloro e mercurio) previste dal DM 22/2013 per la distinzione tra CSS-rifiuto e CSS-combustibile sono limitate e che le soglie per gli elementi di speciazione (metalli) sono identiche e ciò non permette di stimare gli impatti conseguenti alla introduzione del nuovo “combustibile” rifiuto o derivato da rifiuti;

interroga la Giunta regionale

per sapere se intende intervenire con un’opportuna interpretazione autentica od una integrazione dei criteri contenuti nella DGR 2970 del 2012, che chiarisca cosa sia considerato “modifica sostanziale” per tutti quegli impianti che richiedano di utilizzare CSS-rifiuto o CSS-combustibile, ma che al momento della domanda siano autorizzati esclusivamente all’utilizzo di combustibili convenzionali.

Milano, 11 gennaio 2018

Mario Barboni


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