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Punto nascita Piario

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INTERROGAZIONE

con risposta scritta

Al Signor Presidente

del Consiglio regionale

Al Presidente del Consiglio regionale

Oggetto: punto nascita di Piario

Il sottoscritto Consigliere regionale,

PREMESSO CHE:

con la DGR N° XI/267 del 28/06/2018 “Rete regionale per l’assistenza materno-neonatale: intervento di riorganizzazione dei punti nascita”, in base agli indirizzi programmatici regionali in tema di Punti Nascita e alle disposizioni normative vigenti e in attuazione delle indicazioni del Comitato Percorso Nascita nazionale, Regione Lombardia ha deliberato di avviare il percorso per la cessazione dell’attività di alcuni punti nascita motivando la scelta con il fatto che “nel triennio hanno presentato costantemente un numero di parti inferiori ai 500/anno con trend progressivamente negativo” e tra questi vi è il Punto Nascita dell’Ospedale “M.O.A. Locatelli” di Piario – ASST Bergamo Est;

l’Accordo tra il Governo e le Regioni del 16 dicembre 2010, contenente le Linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento della qualità, della sicurezza del percorso nascita, indica nel volume minimo di 1000 parti (500 in zone disagiate) l’indicatore fondamentale per la permanenza di un punto nascita;

Nello specifico pone fortemente l’accento sull’eccesso di tagli cesarei (procedura che porta con sé costi maggiori e rischi maggiori per la salute materna ed infantile specie in caso di indicazione inappropriata) che va aumentando con progressione lineare dalle strutture con maggior numero di parti a quelle a minor numero, raggiungendo, nel 2010, il 50% nelle strutture con meno di 500 parti/anno;

CONSIDERATO CHE:

il presidio ospedaliero di Piario, pur in presenza di un numero di parti non aderente alle indicazioni nazionali, ha alcune caratteristiche che rendono strategica la sua attività per il territorio ed i cittadini. Nello specifico:

rappresenta l’ultimo punto nascita montano rimasto, a fronte di quattro punti nascita pubblici e privati accreditati (Alzano, Seriate, Ospedale Papa Giovanni XXIII e Ponte San Pietro) situati nel raggio di soli 10 chilometri attorno alla città di Bergamo;

copre potenzialmente un bacino di 44 comuni e 109mila abitanti, molti dei quali, in assenza di Piario, sarebbero costretti a lunghe percorrenze per raggiungere un punto nascita alternativo a causa del traffico di automobili che, nella fascia mattutina per ragioni lavorative e nei festivi per l’afflusso turistico, genera code imponenti lungo il bacino della Valle Seriana e mette a rischio la sicurezza delle partorienti;

ha una percentuale di parti cesarei su parti naturali del 24,7%, inferiore al dato medio nazionale;

risponde, al netto del numero di parti effettuati e della presenza H/24 della guardia pediatrica (sempre reperibile), agli standard organizzativi considerati “obbligatori” da applicare a tutti i Punti Nascita secondo l’Accordo Stato-Regioni del 16 dicembre 2010: guardia attiva H/24 nella Struttura di rianimatore, ostetrica, ginecologo; possibilità H/24 di taglio cesareo d’emergenza in 30’; possibilità H/24 in 60’ di trasfusione di emoderivati ed esami radiologici; esami di laboratorio urgenti;

PRESO ATTO CHE:

la carenza di professionisti – in particolare ginecologi e pediatri – impone una scelta di razionalizzazione all’interno dell’ASST Bergamo Est, di cui fanno parte i punti nascita di Seriate, Alzano e Piario, al fine di garantire gli standard organizzativi sopracitati, indispensabili per il raggiungimento della deroga per i punti nascita con volumi di attività inferiori ai 500 parti/annui e in condizioni orogeografiche difficili;

INTERROGA L’ASSESSORE REGIONALE PER SAPERE:

se non ritenga opportuno modificare la DGR N° XI/267 del 28/06/2018, mettendo in atto tutte le iniziative politiche ed organizzative necessarie affinché la razionalizzazione dei punti nascita venga attuata senza sacrificare il punto nascita di Piario ed il territorio ad esso riferito, più ampio, periferico e distante rispetto agli altri punti nascita.

Milano, 4 settembre 2018


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