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Il paradosso di Bergamo: chiesa o moschea?

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IL PARADOSSO DI BERGAMO: CHIESA O MOSCHEA?

Un pasticcio causato dalla normativa regionale sui luoghi di culto che deve cambiare per garantire a tutti pari libertà

E’ ormai di un paio di settimane la notizia dell’aggiudicazione, da parte della comunità musulmana, della gara per l'acquisto della cappella del vecchio ospedale di Bergamo, il Papa Giovanni XXIII. A mettere in vendita l'ospedale è stata Infrastrutture Lombarde, la società della Regione Lombardia che si è occupata della realizzazione del nuovo ospedale cittadino.

“Trattandosi di un luogo destinato al culto, non incorre nelle restrittive prescrizioni della legge regionale – spiega Jacopo Scandella - Un bel paradosso, se si pensa che tutto questo succede proprio nella regione che vuole impedire la costruzione di moschee regolari. Per Fontana e per la Lega di Salvini è una specie di autogol da centrocampo. A dover sottostare alle assurde norme volute dalla Lega sarà, questa volta, la comunità dei cristiani ortodossi che oggi utilizza la cappella messa in vendita insieme alla restante parte del vecchio ospedale. La società regionale, da parte sua, incasserà 400mila euro”.

Per Scandella “occorre cambiare la legge regionale e garantire a tutti la libertà di culto e non istigare al reato, come invece fa l’assessore Foroni che vorrebbe che l'azienda sociosanitaria revocasse l'assegnazione della Chiesa perché non gli piace chi ha vinto la gara”.

“A Palazzo Lombardia, evidentemente, l'imbarazzo ha già superato i trentanove piani dell'edificio – commenta il consigliere dem -. È una cosa che capita, dopo autogol come questi. Per il resto ha ragione il sindaco Gori: se c'è qualcuno che non ha tenuto conto del valore spirituale della chiesa dell'ex ospedale quella è la Regione. Ora toccherà al comune trovare una soluzione per la comunità ortodossa. Una visione meno ideologica da parte della Regione permetterebbe di tutelare e rispettare le diverse religioni, come peraltro prevede la Costituzione”.

Martedì scorso, in aula consiliare, durante un question time dedicato alla vicenda, l’assessore Gallera ha confermato la volontà di far valere il diritto di prelazione sull'acquisto della cappella, ma per Scandella non è certo questo il modo corretto di risolvere la questione, senza contare che la possibilità che la cappella ritorni agli ortodossi appare assai remota.

“Ciò che è accaduto a Bergamo potrebbe ripetersi in qualsiasi altro luogo, perché con questa legge - che rende impossibile l'edificazione o la trasformazione di edifici in luoghi di culto riconosciuti - tutti i luoghi di culto diventano estremamente ambiti e le varie confessioni continueranno a contenderseli. Perché questo non accada occorre cambiare la legge regionale e garantire a tutti la libertà di culto".

9 novembre 2018

La redazione di NovitàSettegiorniPD


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