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In sanità meno trasparenza e controlli, ma grazie al PD tornano i quiz per i direttori generali

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IN SANITÀ MENO TRASPARENZA E CONTROLLI, MA GRAZIE AL PD TORNANO I QUIZ PER I DIRETTORI GENERALI

La maggioranza si spacca sulle modifiche a una legge che è un ritorno al passato

Una legge sanitaria che riporta al passato, quella approvata martedì scorso in consiglio regionale da una maggioranza fragile e divisa. Il testo approvato, l’ennesima riforma della riforma, non dà risposte ai problemi delle liste d’attesa, della presa in carico dei malati cronici e dell’adeguatezza delle cure.

Solo grazie a un emendamento del Pd, approvato a voto segreto e votato da una parte dissidente della maggioranza, è tornata obbligatoria la prova scritta in forma anonima e il colloquio nella selezione dei direttori generali, un solido argine all’ingerenza della politica e premio al merito.

Per il resto, la legge riduce controlli e trasparenza: elimina l’obbligo di controllo annuale sui bilanci dei privati accreditati, aumentando il rischio di illeciti già visti troppe volte in passato, come per il San Raffaele e la Maugeri. La legge conferma anche la proroga di cinque anni per l’intramoenia allargata, ossia la possibilità di svolgere l’attività professionale fuori dalla struttura pubblica, un provvedimento che va contro la normativa nazionale che ne prevede la sospensione ed è stata più volte oggetto di indagini della guardia di finanza.

 

SUL TERRITORIO, COSA SUCCEDE A:

Como, Lodi, Monza, Varese

 

La redazione di NovitàSettegiorniPD


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