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Servizi funebri: la riforma così non va

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SERVIZI FUNERARI: LA RIFORMA COSI NON VA

 

E' stato approvato mercoledì scorso in commissione Sanità l'ultimo atto della revisione della legge 23 del 2015 sul sistema sociosanitario lombardo, vale a dire la riforma dei servizi funerari che, così com’è stata votata, non piace al Partito democratico che si è posto come obiettivo fondamentale il mantenimento in capo ai Comuni della titolarità del servizio, rispetto ad alcuni tentativi di lasciarlo,  in parte, in capo ai privati. 

 

In particolare, il Pd ha ottenuto che la nuova definizione di “Casa funeraria”, una nuova struttura che si sta diffondendo sempre più spesso per servizi funerari civili, possa essere gestita anche da imprese pubbliche e non solo da imprese private. “Abbiamo accolto - sottolinea il vicepresidente del Consiglio regionale, Carlo Borghetti - con molto favore le proposte di Anci Lombardia, tese a sgravare i Comuni di incombenze  che sono state più correttamente messe in capo alle  Asst”.

 

La novità dell’individuazione dei “Centri servizi” come imprese che possono lavorare per conto di imprese funebri più piccole è stata però normata in modo non soddisfacente: il problema è non mettere  requisiti che consentono solo a pochi di poter svolgere l’attività di Centro servizi, con il rischio di monopolizzare il mercato.

 

“Per noi  questo- sottolinea Borghetti- è un punto molto importante che per ora è rimasto aperto: o si chiarisce per l’aula o non potremo dare il nostro assenso a una legge che rischia di penalizzare le piccole imprese, pur essendo fondamentale combattere il lavoro irregolare”.

 

La Commissione ha inoltre bocciato la proposta del Pd di consentire l’utilizzo di bare ecologiche e di materiali innovativi diversi del legno e meno costosi per la cremazione mentre alcuni Comuni in Italia già hanno  attuato un regolamento  teso a diminuire il costo dei funerali e l’impatto ambientale .

 

“Il principio generale che abbiamo seguito in Commissione, è  stato quello di garantire la  dignità delle persone e la qualità del servizio, senza che questo comporti un aumento del costo dei funerali, come oggi accade in molti casi” conclude Borghetti.

 

NovitàSettegiorniPD, 25 gennaio 2019


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