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Sui cronici la Regione ha fallito: in Lombardia manca la medicina di territorio

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GIRELLI (PD): SUI CRONICI LA REGIONE HA FALLITO, IN LOMBARDIA MANCA LA MEDICINA DI TERRITORIO

 

La presa in carico dei pazienti cronici, fortemente voluta dalla giunta regionale, è un grande fallimento. Dopo più di un anno dal coinvolgimento dei pazienti potenzialmente interessati sono 215.455 i “piani assistenziali individuali” (PAI) ad oggi sottoscritti: significa che solo il 7,1% dei 3 milioni cittadini a cui è stata inviata, a gennaio 2018, la lettera con cui la Regione li invitava ad aderire alla nuova forma di presa in carico da parte del sistema sanitario regionale, ha scelto questo nuovo percorso.

 

“La Regione sui cronici ha fallito e i numeri lo testimoniano, nonostante l'investimento di 231 milioni di euro – dichiara il capogruppo PD in commissione sanità Gian Antonio Girelli -. Il nuovo percorso non piace ai medici nemmeno con le nuove regole con cui la giunta ha cercato di correre ai ripari, tanto che i numeri di adesione sono rimasti invariati da giugno dello scorso anno ad oggi. Ancora meno sono convinti i cittadini che evidentemente non ritengono di affidarsi a un solo gestore per la cura della propria patologia. La Lombardia sta perdendo tempo inseguendo una riforma sanitaria che dopo tre anni e mezzo non sta dando i risultati annunciati: nulla di fatto per la medicina territoriale, non ci sono ancora quei presidi ospedalieri territoriali dove i cittadini avrebbero dovuto ricevere cure primarie e specialistica ambulatoriale. I lombardi si devono accontentare di trovare il loro medico di base poche ore al giorno per cinque giorni la settimana e sono quindi spesso costretti a rivolgersi ai pronto soccorso o alla guardia medica. Intanto molte altre regioni che investono da tempo sulla medicina del territorio hanno luoghi distribuiti capillarmente dove i medici sono presenti sette giorni su sette per parecchie ore al giorno, ed è li dove anche i pazienti cronici trovano tutte le cure di cui hanno bisogno”.

 

Milano, 20 febbraio 2019

 

Ecco com'è andata nelle diverse province lombarde:

 

 


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