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DAL PD NO ALLA RIFORMA DEI SERVIZI FUNEBRI

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DAL PD NO ALLA RIFORMA DEI SERVIZI FUNEBRI

 

La legge non garantisce uguale dignità di fronte alla morte

 

Il Pd ha votato “no” alla legge di riforma dei servizi funebri approvata in consiglio regionale martedì scorso, 19 febbraio, perché non garantisce  a tutti uguale dignità di fronte alla morte.

 

“Il nostro obiettivo - spiega il vicepresidente del Consiglio Carlo Borghetti - era quello di avere una legge che garantisse a tutti uguale dignità di fronte alla morte, in termini di correlazione tra qualità del servizio e costi ai cittadini. Ma così non è stato. Abbiamo difeso la titolarità del servizio pubblico e il divieto di realizzare cimiteri e cinerari privati per garantire funerali a prezzi sostenibili a tutti, ma purtroppo il testo finale non dà sufficienti garanzie”.

 

Tra le altre cose non è stata accolta la proposta del Pd di utilizzare di norma bare ecologiche non lignee per la cremazione, con il duplice scopo di rendere le cremazioni più sostenibili, sia dal punto di vista ambientale che da quello economico, senza nulla togliere alla dignità del servizio.

 

Il Pd,  non ha, inoltre, condiviso la possibilità di tumulare gli animali con i loro padroni, perché questo comporta complicazioni nella gestione dei cimiteri, per la quale i Comuni sono già in affanno per la mancanza di spazio, perché i servizi funebri  rischiano di trasformarsi sempre più in un business e perché non è stato aperto nessun confronto con le  diverse confessioni religiose. Il Pd aveva, per contro, proposto di lavorare su spazi specifici dedicati alla sepoltura degli animali d’affezione.

 

Il Pd ha infine presentato un emendamento, votato all’unanimità dall’aula,  che riporta alla volontà e responsabilità della donna (o di chi è titolato) la scelta della sepoltura degli embrioni, eliminando la norma,  che risaliva al 2007 ed era ampiamente disattesa, che metteva in capo ai Comuni l’obbligo di sepoltura e lasciava così alle strutture ospedaliere decidere come procedere, senza indicazioni.

 

“Il nostro emendamento-commenta Borghetti-  non dice nulla sul destino del prodotto del concepimento, qualora la donna non ne chieda la sepoltura.  Ora sta alla Regione stendere un regolamento per evitare che ogni ospedale proceda in modo diverso. Personalmente, sono favorevole a che si provveda come si fa per le parti anatomiche riconoscibili, per le quali è prevista la collocazione in un luogo specifico nel cimitero, o la cremazione”.

 

RedazioneNovitàsettegiorniPD


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