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I PARCHI DEL PD CONVINCONO TUTTI

Dopo il convegno sul progetto di riforma, la maggioranza cambia rotta e si avvicina all'idea degli "ambiti" proposta dai democratici

Sedici ambiti regionali di sviluppo sostenibile, dove fare l'e-commerce dei prodotti tipici, non solo agricoli, e poter recuperare borghi storici o intervenire sui corsi d'acqua, sulla qualità dell'aria, sulla protezione del suolo. È l'idea di riforma dei parchi regionali del Gruppo regionale del Pd e del Patto civico che lo hanno presentato in un convegno, tenutosi sabato 15 ottobre scorso al Broletto di Pavia, e intitolato 'Parchi: dalla tutela del territorio allo sviluppo sostenibile. La nostra proposta per la nuova legge sulle aree protette'.
Molti i relatori in una sala piena che è stata introdotta all'argomento da Giuseppe Villani, capogruppo in Commissione Ambiente e componente della Commissione Agricoltura: "Questa riforma era attesa da tempo, soprattutto dai soggetti interessati. Ma oggi ci troviamo con una legge in divenire per nulla chiara", ha detto Villani.
"Pur avendo presentato 90 emendamenti, ci siamo accorti che rispetto al testo che circola, non bastano, bisogna dare una scossa, sia per accelerare i tempi, sia perché gran parte dei concetti che vengono avanti non sono emendabili e non c'è possibilità di mediazione - ha aggiunto il consigliere Pd -. Invece, noi abbiamo lavorato molto per arrivare a una proposta precisa che valorizzi le nostre aree protette. Siamo convinti che si possa fare e in questo chiediamo il conforto delle associazioni ambientaliste e dei parchi stessi".
E infatti, ha detto Laura Barzaghi, "la nostra proposta di legge viene proprio dal basso, da chi è veramente interessato. Noi siamo consapevoli che i risultati migliori si ottengono insieme e con il confronto. A lei, dunque, il compito di illustrare la proposta di legge che prevede "non solo tutela, ma modalità operative per la conservazione della biodiversità, la gestione, valorizzazione e promozione del patrimonio naturalistico ambientale regionale di cui devono essere assicurate le condizioni di riproduzione, la sostenibilità degli usi e la durevolezza. Con queste scelte, secondo noi del Pd, la Lombardia potrà contribuire al rafforzamento della biodiversità attraverso la tutela delle acque e il miglioramento della qualità dell'aria - ha spiegato Barzaghi -. La nostra proposta si basa su un sistema regionale della biodiversità fondato sulla Rer, la Rete ecologia regionale, organizzato sulla base di Ambiti regionali di Sviluppo sostenibile, Aress, definiti su base territorialmente omogenea".
Ecco, dunque, l'idea di 16 ambiti: Alta Valtellina e Livignese; Adda prelacuale e Orobie Valtellinesi; Sistema del Lario; Insubria, laghi varesini e lago Maggiore; Sistema del Ticino; Sistema Metropolitano Milanese; Valle dell'Olona; Valle del Lambro e Brianza; Adda-Serio; Colline bergamasche e Sebino; Valle dell'Oglio sub-lacuale; Orobie Bergamasche; Valle Camonica; Sistema del Garda e Valli Trompia e Sabbia; Sistema del Mincio-Oltrepò Mantovano; Oltrepò Pavese e Sistema del Po.
In questo progetto, sono organi dell'Aress il presidente, il consiglio di gestione, la comunità dell'Aress, il collegio regionale unico dei revisori dei conti. "La Regione partecipa alla Comunità dell'Aress con una quota pari al 25%, passando da mero controllore a protagonista attivo", ha aggiunto la consigliera Pd. Quali saranno i compiti di questi nuovi ambiti? "Avranno un ampio ventaglio di possibilità di intervento: dall'educazione ambientale alla promozione turistica, dalla conservazione e innovazione del paesaggio allo sviluppo sostenibile e al sostegno alle attività economiche, agricole e produttive, dalla promozione della vendita on line dei prodotti delle aree tutelate fino al restauro dei centri storici e dei nuclei abitati rurali o alle opere di risanamento dell'acqua, dell'aria e del suolo".
E in tempi di ristrettezze economiche anche pubbliche, le fonti di finanziamento per il Pd possono venire da Regione Lombardia, Province o Aree vaste, enti locali con quote differenziate in base all'appartenenza all'Aress.
Ha chiuso il convegno Agostino Alloni che ci ha tenuto a sintetizzare la filosofia della proposta: "La legge che presentiamo cerca di mettere insieme ambiti omogenei dentro i quali non vi sono solo le aree protette e quindi già tutelate, ma tutto il territorio regionale. Quindi è una proposta che cerca di far dialogare l'intera Lombardia: è questa la vera novità. E la sfida è mettere insieme le molte diversità della nostra regione affinché si passi da una mera politica di tutela a una di valorizzazione territoriale, che produca benefici economici attraverso i servizi ecosistemici. In sostanza, dal nostro punto di vista, l'ambiente non va ingessato, ma valorizzato come una vera, importante, imperdibile risorsa".
Che la maggioranza se ne sia resa conto o meno, pochi giorni dopo il convegno, durante la seduta della commissione Agricoltura e parchi che affrontava proprio il tema della riforma, il relatore di maggioranza ha presentato un'ipotesi del tutto diversa dalle precedenti e che contempla 9 macroaree che assomigliano agli Aress del Pd, con un soggetto gestore per ogni ambito. Non una proposta completamente aderente, ma abbastanza vicina: "Una razionalizzazione che si avvicina alla nostra, anche se con dei grossi punti di domanda: intanto, in questo caso, la maggioranza non ha stabilito dei tempi precisi, lasciando un po' al caso la nuova riorganizzazione - hanno commentato Alloni e Barzaghi -. Inoltre, alcune di queste 9 aree ci lasciano perplessi: non si capisce ad esempio perché la Valtellina venga sostanzialmente spezzata".
Tuttavia, dai democratici è stato letto come un primo passo "che va decisamente più nella nostra direzione che in quella iniziale proposta dalla maggioranza. E che è stato riscritto, evidentemente in fretta e furia, negli ultimi giorni, forse proprio per dar soddisfazione a coloro che sono interessati alla novità e che stanno sposando la nostra idea e non certo quella del centrodestra".

Novità Settegiorni # 378 del 21/10/2016