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La sicurezza e le barricate

Le barricate a Milano. Le ha invocate il leader della Lega Matteo Salvini invitando i propri militanti a imitare coloro che nel delta del Po hanno messo in scena un episodio di guerriglia urbana per respingere l'arrivo di una dozzina di migranti, senza chiedersi chi fossero e quale pericolo realmente potessero rappresentare per la comunità locale.
Le barricate milanesi dovrebbero servire ad evitare l'arrivo di quello che è stato ormai identificato come l'invasore per eccellenza, ovvero l'immigrato, a prescindere da chi sia e dalle motivazioni che lo hanno spinto a raggiungere il nostro paese. Eppure la caserma Montello, a due passi da piazza Firenze a Milano, non sta per essere assaltata da orde di barbari, è solo stata individuata dal prefetto, d'intesa con l'amministrazione comunale, per dare un tetto provvisorio a coloro che sono attualmente ammassati nei centri di accoglienza attorno alla stazione Centrale e sono costretti a dormire un po' dove capita, spesso all'aperto.
Innalzando le barricate Salvini, Forza Nuova e l'immancabile De Corato, sempre alla ricerca di un po' di visibilità per dimostrare anzitutto a se stesso che la propria sparuta formazione politica esiste ancora, intendono dare un segnale di sicurezza alla città di Milano, ma non fanno altro che alimentare un clima da guerra civile che innalza la tensione e contribuisce a diffondere l'idea che Milano e la Lombardia siano sotto assedio.
Crediamo che l'unica cosa che assedia le nostre terre lombarde sia la paura del futuro politico che attanaglia forze politiche che hanno ormai poco da dire e temono di perdere inesorabilmente consenso e potere in zone che fino a ieri consideravano come propria esclusiva riserva di caccia elettorale.
Ricerche e statistiche, non ultime quelle appena pubblicate dalla Cisl di Milano, continuano a dirci che non c'è nessuna invasione di migranti e che il problema non sono "loro", ma "noi", anzi le nostre istituzioni che non riescono o non vogliono dare risposte pragmatiche per gestire un problema che viene ingrandito ad arte e proprio per questo rischia di sfuggirci di mano.
Dalla regione in questi mesi non sono arrivati altro che veti e dinieghi di fronte a qualsiasi ipotesi di gestione dei migranti che hanno raggiunto Milano e le terre lombarde. Da assessori e presidente (a dire il vero piuttosto defilato, almeno nelle ultime settimane, sulla questione) sono giunti strali contro governo, prefetti e amministrazione comunale di Milano, ma non una idea che una su come anche la Lombardia possa fare la sua parte.
Abbiamo ormai la sgradevole sensazione che chi governa la nostra regione voglia tenere alto l'allarme per distrarre i lombardi e fare in modo che non si rendano conto di come la Regione sia ferma.
La sicurezza è un tema fondamentale, ma va affrontato a tutto campo.
Anche noi siamo preoccupati di fronte alle indagini sulla rete di "foreign fighters" che è emersa dalle indagini condotte tra Cassano e Vaprio d'Adda.
Le intimidazioni subite dai consiglieri di minoranza a Corsico ci ricordano come il rischio di infiltrazioni mafiose sia tutt'altro che tramontato e rappresenti una minaccia reale alla sicurezza dei nostri territori. Gli episodi di corruzione che continuano ad emergere dalle indagini su grandi e piccole opere anche in Lombardia magari non toccano la vita quotidiana dei cittadini, ma sono una minaccia perché finiscono per alimentare un'illegalità che danneggia tutti.
Ci piacerebbe che l'amministrazione lombarda innalzasse barricate metaforiche contro tutte queste forme di illegalità e non si limitasse a dichiarare guerra agli immigrati come se fossero l'unica causa dei nostri innegabili problemi economici e sociali. Anzi, se vogliamo dirla tutta, è proprio la non disponibilità ad affrontare razionalmente il problema della gestione degli immigrati a livello locale che rischia di farne finire una parte nell'ombra di un'illegalità che prospera al cospetto di una politica che innalza barricate che portano in TV chi le presidia, ma non contribuiscono certo a risolvere i problemi.

Novità Settegiorni # 379 del 28/10/2016