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MOSCHEE: LA REGIONE TORNA ALL'ATTACCO

Una circolare inviata a tutti i comuni per operare una stretta sui luoghi di culto

Maroni lo ha fatto scrivere anche nel piano di comunicazione per il 2017: sul binomio immigrazione/sicurezza la Regione dovrà insistere per tutto il “rush finale” (cit.) della legislatura regionale. E così la Giunta ha deciso di inviare a tutti i Comuni una circolare per far valere i dettami della legge sui luoghi di culto, nata con lo specifico intento di ostacolare la nascita e la permanenza di luoghi di preghiera e di ritrovo per i fedeli islamici in Lombardia. La norma era stata fortemente sfrondata dalla Consulta delle parti espressamente anti Islam, ma è rimasta in piedi per gli aspetti meramente urbanistici, che sono di competenza della Regione.
Che cosa dice la circolare? Che nessun nuovo luogo di culto può essere creato o ampliato se il Comune non ha approvato il piano delle attrezzature religiose, introdotto proprio dalla legge regionale e che prevede un iter abbastanza impegnativo. E se, come risulta dal censimento ordinato dall'assessore Beccalossi, vi sono dei centri di ritrovo nei quali in realtà i fedeli pregano, i locali possono essere utilizzati solo dopo un cambio di destinazione d'uso a luogo di culto. Che può essere fatto solo dopo l'adozione del piano delle attrezzature religiose. Punto e a capo.
“A due anni dall'approvazione della legge - interviene il consigliere Jacopo Scandella - quante realtà in Lombardia hanno approvato il piano delle attrezzature religiose di cui parla la circolare? Quella norma non funziona se non per un aspetto, quello di rendere la vita difficile a tutte le confessioni religiose, pur di ostacolare i fedeli islamici. La strada giusta non è la criminalizzazione – dice l'esponente democratico - è quella degli accordi con le associazioni islamiche voluti dal ministro Minniti. Le associazioni si impegnano a combattere il radicalismo religioso e lo Stato si impegna a garantire la libertà di culto e a contrastare qualsiasi forma di discriminazione religiosa.” Ma si sa, la Regione Lombardia preferisce percorrere un'altra strada.

Novità Settegiorni # 393 del 24/02/2017