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FATTORE FAMIGLIA, UN COMPROMESSO AL RIBASSO CON MOLTE INCOGNITE

In Aula martedì prossimo la legge che introduce il nuovo indicatore economico per le famiglie lombarde

È stato approvato mercoledì scorso in commissione Bilancio il progetto di legge sull'istituzione del Fattore famiglia lombardo con i soli voti della maggioranza che, dopo aver raggiunto finalmente un accordo (qualche numero fa, il nostro articolo sull'argomento), non ha lasciato alle opposizioni il tempo di valutare le rilevanti modifiche apportate al provvedimento.
In fase di prima applicazione - si parla di tre anni - l'indicatore troverà immediata attuazione per la dote scuola, per i progetti di inserimento lavorativo, per il trasporto pubblico locale e per i contratti di locazione a canone concordato, unico ambito escluso quello dell'edilizia residenziale pubblica. Oltre ai parametri standard, richiesti anche per l'Isee (numero dei componenti del nucleo, presenza di persone disabili o non autosufficienti), ecco quali sono le nuove priorità: il periodo di residenza in Lombardia, il mutuo sulla prima casa, la presenza di persone anziane, madri in stato di gravidanza, minori in affido. Infine, saranno ammessi solo i soggetti in regola con i pagamenti delle imposte regionali. E le risorse? Sono stati stanziati per il 2017 1,5 milioni di euro, cui si aggiungono corrispondenti risorse per il 2018 e il 2019.
Questioni di metodo a parte, la proposta continua a non convincere il Partito Democratico che nutre forti riserve, proprio e soprattutto, sulla norma finanziaria.
"Se è vero che sono state individuate delle risorse - chiarisce Enrico Brambilla - non si tratta certo di nuovi stanziamenti, magari sottratti alla ricca comunicazione di Maroni, ma di risorse già programmate per le famiglie. "Insomma, una redistribuzione tra poveri: si prende ad alcuni per dare ad altri. Inoltre, i costi di gestione che dovranno essere affrontati - conclude il capogruppo del PD - sono tutti da verificare, in quanto nessuno ha spiegato chi fornirà e quanto costerà il servizio di elaborazione".
Il provvedimento sarà sottoposto al voto del Consiglio il prossimo 14 marzo e il gruppo del Partito Democratico si sta preparando a richiedere sostanziali modifiche.

Novità Settegiorni # 395 del 10/03/2017