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"CON LA MORTE ATTACCATA ALLA SUOLA DELLE SCARPE"

Il ricordo di Borsellino a Palazzo Pirelli a 25 anni dalla strage mafiosa di via D'Amelio

Il Consiglio regionale lombardo e la commissione regionale Antimafia hanno voluto ricordare la morte di Paolo Borsellino e dei componenti la sua scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, con una cerimonia speciale al 31° piano di Palazzo Pirelli.
Durante la cerimonia, cui hanno preso parte i ragazzi di Libera contro le mafie e le autorità civili e militari, alle 16,58, nel momento esatto in cui il 19 luglio del 1992 esplose a Palermo l'autobomba che uccise il magistrato e la sua scorta, c'è stato un minuto di silenzio.
Come ha ricordato in apertura il presidente del Consiglio regionale, la strage mafiosa di via D'Amelio è stata uno dei momenti più alti della potenza mafiosa, ma ha anche rappresentato il punto di svolta nella formazione di una nuova coscienza nazionale, di una parte consistente della popolazione italiana che ha cominciato a guardare alla mafia come ad un fenomeno dispiegato su tutto il territorio e che va affrontato con forza e continuità. Ed è su questa considerazione che si sono poi sviluppati gli interventi dei partecipanti.
Alla cerimonia erano presenti tra gli altri Fabio Pizzul, cui è spettato il compito di coordinare l'evento con il dichiarato intento di provare a ricostruire il filo della memoria, don Virginio Colmegna che ha ricordato l'importanza del fare società e di ricostruire la fiducia nelle istituzioni per orientare il futuro e Nando Dalla Chiesa che ha presentato il suo libro Una strage semplice, un testo che ricostruisce il contesto in cui maturarono la strage di Capaci e quella successiva di via D'Amelio.
Per il Presidente della commissione Antimafia Gian Antonio Girelli "questa commemorazione ha voluto sottolineare la volontà di tutta Regione Lombardia di essere presente nel dire no alla mafia e nel mettere in campo azioni di contrasto all'illegalità. Tanto è stato fatto, soprattutto nella consapevolezza e nella coscienza, ma tanto resta ancora da fare e momenti come questi servono per ribadire la volontà di esserci tutti assieme. Credo che sia importante riprendere quanto detto dal Presidente Mattarella sull'insegnamento lasciatoci da Borsellino, sul fatto che il magistrato palermitano non ha mai rinunciato a lottare, contro il tempo e contro l'omertà che avvolgeva la mafia. Non si è mai arreso pur sapendo di camminare, come lui disse con la morte attaccata alla suola delle scarpe".

Novità Settegiorni # 414 del 21/07/2017