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ONESTINA IN PIAZZA CONTRO LA LEGA

Una mucca, la Coldiretti e il Pirellone. A Milano è andata in scena la protesta degli allevatori contro i furbetti delle quote latte. Quel manipolo di allevatori che non paga le sanzioni perché lo dice Renzo "la trota" Bossi

A Milano è andata in scena la protesta più clamorosa: la mucca Onestina munta proprio sotto il Pirellone, sede di Regione Lombardia. Così centinaia di aderenti alla Coldiretti hanno manifestato il proprio dissenso contro la proroga al pagamento delle multe per chi ha sforato le quote latte, contenuta nel maxiemendamento che sta per passare al vaglio del Parlamento. Proroga voluta fortemente dalla Lega e dal suo leader Umberto Bossi che, considerato il fresco incarico di consigliere regionale, ha mandato avanti il figlio Renzo, detto - dallo stesso padre - la Trota (in contrapposizione al più raffinato Delfino), tanto per fargli imparare la parte.
Ma tra mucche e trote, ad aver la peggio è stato proprio il Carroccio, contestato al punto che ha preferito il profilo basso anche in commissione Agricoltura dove, durante la protesta, una delegazione di Coldiretti ha incontrato i consiglieri commissari. E manco a dirlo, a fronte di una generale solidarietà espressa da ogni gruppo, solo la Lega si è sottratta, rendendo di pietra il suo silenzio.
Il Partito democratico era invece in prima fila sia al presidio che in commissione. I consiglieri regionali GianAntonio Girelli, Mario Barboni, Agostino Alloni, Fabio Pizzul, Giovanni Pavesi, con il vicepresidente del Consiglio Filippo Penati, il segretario regionale Maurizio Martina e guidati dal capogruppo Luca Gaffuri, hanno portato, fisicamente, il loro sostegno agli allevatori di Coldiretti mentre manifestavano per il ripristino della legalità.
"Esprimiamo solidarietà, vicinanza e sostegno per la posizione corretta di Coldiretti nella battaglia per la legalità, che, sulle quote latte, regolate da una normativa europea, vale per tutti", hanno detto, scendendo poi nel merito: "Gli allevatori si ritengono presi in giro per l'ennesima proroga della scadenza del pagamento delle multe per lo sforamento delle quote latte, perché si consente ai furbi che non hanno pagato e non vogliono pagare, di farla franca ancora una volta, con buona pace dell'Europa che minaccia pesanti sanzioni. Sul banco degli imputati sappiamo tutti che c'è la Lega, che ha fortemente voluto che nel maxi emendamento alla Finanziaria, oggetto del voto di fiducia in Parlamento, ci fosse la proroga".
Gli onesti, hanno continuato Gaffuri, Martina, Girelli, Barboni, Alloni, Pizzul, Penati e Pavesi, facendosi portavoce di Coldiretti, "si sono sfiancati a comprare le quote per produrre latte e hanno onorato anche il pagamento delle multe. Ora lo Stato deve rispettare gli onesti che altrimenti rischiano di chiudere. Non solo: la proroga delle multe non contribuisce a fare chiarezza e blocca, di fatto, la trattativa con Assolatte".
Il collega Francesco Prina è intervenuto senza mezzi termini direttamente in commissione, davanti ai rappresentanti di Coldiretti: "Mai come in questo caso torna valido il detto lombardo secondo cui 'chi grida di più, la vacca è sua': pochissimi agricoltori hanno ottenuto, in modo feudale, dal capo, cioè la Lega, sei mesi per non pagare. E' una concessione che il signore fa a pochi. Non per nulla la Coldiretti porta in piazza una mucca cui è stato dato il nome di Onestina".
A chiosa del comportamento non proprio eccepibile del Carroccio, il commento del presidente del Consiglio Davide Boni che ha redarguito la scelta di Formigoni di indossare il cappellino giallo dell'associazione di categoria, accusata di essere "troppo di parte".
"Vorremmo che ci fosse risparmiato - dice oggi il Gruppo regionale del Pd - lo spettacolo di una maggioranza che vota, su iniziativa della Lega, l'ennesima proroga a favore dei furbi di turno".

Novità Settegiorni # 104 del 23/07/2010