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SOLLEVAZIONE CONTRO LA NOMINA DI PEZZANO

Il direttore dell'Asl Milano 1 intercettato e fotografato con personaggi finiti nell'inchiesta sulla 'Ndrangheta. Inopportuna la sua nomina, iniziative già partite in tutte le istituzioni

La Lombardia non può avere dopo Carlo Chiriaco un altro direttore generale di un Asl sospettato di tenere rapporti con la criminalità organizzata. Il caso è quello di Pietrogino Pezzano, da fine dicembre direttore generale dell'Asl Milano 1 (i comuni a Ovest del capoluogo) il cui nome è finito nell'inchiesta sulle infiltrazioni della 'Ndrangheta in Lombardia, con fotografie e intercettazioni che testimoniano contatti (non è comunque al momento indagato) con accoliti dell'organizzazione criminale. Ciò nonostante Pezzano, che era direttore generale dell'Asl di Monza e Brianza, è stato confermato da Formigoni nella lista dei vertici della sanità lombarda, provocando la reazione dell'opposizione e anche della Lega. Il PD si è mosso a livello parlamentare, regionale (martedì sarà discussa un Aula una mozione di tutte le opposizioni), provinciale e dei comuni interessati, con la richiesta unanime di revocare la nomina.
"Premesso che non ci sono procedimenti aperti contro il dott. Pezzano e che vogliamo essere garantisti - spiega Carlo Borghetti - dobbiamo rilevare che le intercettazioni lette su tutti i giornali sono significative. La sua nomina è dunque un problema di opportunità politica, così come sollevato anche da alcuni esponenti della Lega Nord".
"Invito Pietrogino Pezzano a rinunciare all'incarico e chiedo al Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, di farlo decadere dal suo ruolo -aggiunge Arianna Cavicchioli - Nel nostro territorio occorre continuità e per questo sarebbe stato opportuno riconfermare alla guida dell'azienda ospedaliera il Direttore precedente, per la conoscenza maturata in questi anni. Questa comunità, per affrontare le grandi sfide che l'attendono, richiede competenze maturate sul campo".
Critico anche il capogruppo Luca Gaffuri, che apre la polemica con la Lega, che ha criticato, a nomine fatte, l'attribuzione dell'incarico a Pezzano. "Questi sono i frutti di quella spartizione cieca che lo stesso assessore leghista luciano Bresciani aveva teorizzato - dichiara Gaffuri - Inutile ricordare che la nostra proposta di istituire una commissione di valutazione avrebbe impedito una nomina chiaramente inopportuna come quella di Pezzano. Invece il meccanismo è rimasto identico a quello che promosse Chiriaco a capo dell'Asl di Pavia. I leghisti - conclude - non possono sempre recitare due parti in commedia, non possono protestare a posteriori quando hanno avuto tutti gli strumenti per porre i propri veti e le proprie condizioni al tavolo delle nomine. Ma a quanto pare le condizioni poste dalla Lega hanno riguardato le poltrone e non il merito".

Novità Settegiorni # 122 del 14/01/2011