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I PARCHI AFFOSSANO LA MAGGIORANZA

Al voto contro il commissario regionale negli enti gestori, Pdl e Lega approvano l'emendamento con la minoranza. E il progetto di legge viene rinviato in commissione

La maggioranza Pdl-Lega che governa Regione Lombardia mostra il suo lato più debole e si frantuma contro gli alberi dei parchi regionali. A far emergere le crepe all'interno di una coalizione che ancora una volta si dimostra in crisi, proprio il progetto di legge sulle aree protette, quello che in prima battuta dovrebbe portare a una nuova idea di governance degli enti gestori (come imposto dal Milleproroghe) e in seconda, almeno dal punto di vista del Partito democratico, a una riforma totale della obsoleta legge 86 del 1983.
Delle due questioni si è a lungo dibattuto, nelle scorse settimane, in commissione Agricoltura e Parchi. Un confronto che aveva portato alla presentazione di una novantina di emendamenti al progetto di legge della maggioranza di cui 43 presentati dal Gruppo regionale del Pd. I punti critici, secondo il Partito democratico, riguardavano la questione dei confini, le deroghe e soprattutto l'istituzione della figura di una sorta di commissario di nomina regionale. Un controllore, insomma, ha detto fin da subito il Pd, che il Governo Formigoni vorrebbe imporre agli enti gestori dei parchi per poter possibilmente influenzarne le scelte.
In Aula la sorpresa, tutto sommato sperata e attesa dai consiglieri del Partito democratico. Un primo segnale di cedimento della maggioranza si è avuto già al voto sull'emendamento sulla forma giuridica degli enti gestori dei parchi, sempre proposto dal Pd, che è stato bocciato con pochi voti di scarto. E poco dopo la conferma: 39 favorevoli e 35 contrari che, fatti i calcoli e considerati i 28 presenti della minoranza, voleva dire 11 consiglieri di maggioranza non d'accordo sul fatto che il presidente convochi la comunità del parco per l'elezione dei componenti il consiglio di gestione - come recita il testo del progetto di legge - "previa acquisizione del nominativo del componente designato dalla Regione", cioè la parte che veniva chiesto di cassare con l'emendamento e che rappresenta proprio l'imposizione di un controllore regionale.
Ha esultato il Partito democratico per il risultato ottenuto: "Al secondo voto segreto la maggioranza si è sciolta come neve al sole - commentano Luca Gaffuri e Maurizio Martina, capogruppo e segretario regionale -. E in questo modo Pdl e Lega hanno affossato il centralismo del Governo Formigoni che voleva allungare le mani sull'ambiente e sulle nostre aree protette. Salvo sentirsi in evidente imbarazzo, visto che non hanno potuto fare altro che chiedere il ritiro del progetto di legge, dopo settimane di discussione, per ripartire da capo in Commissione", fanno notare gli esponenti del Pd.
Adesso, dunque, si ricomincia con l'analisi del testo, potenzialmente da dove è stato interrotto in Aula, quindi senza più affrontare l'aspetto del delegato della Regione. Ma se da un punto di vista tecnico questo passaggio è possibile e chiaro, dal punto di vista politico "la maggioranza avrà molto da chiarire al suo interno", dicono Gaffuri e Martina.
Per i tempi, invece, è tutto da vedere: "Sarebbe bene approvare la proposta di legge prima della pausa dei lavori estiva. Ma un mese solo, quello di luglio, è effettivamente poco per uscire dalle secche, soprattutto politiche, della situazione che si è venuta a creare - continuano i consiglieri Pd -. Noi siamo pronti. Non sappiamo se lo sono altrettanto i colleghi di Pdl e soprattutto Lega". In particolare, il nuovo modello di governance ha come scadenza il 31 dicembre 2011, ma, per dare modo agli enti parco di adeguarvisi, è ovvio che va approvato diversi mesi prima.

Novità Settegiorni # 146 del 01/07/2011