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LA LEGA TENTA DI PROCESSARE IN AULA IL PD, E PERFINO IL PDL SI DISSOCIA

Toni da comizio del Carroccio, che il giorno dopo avrebbe votato per salvare il ministro Romano

"Dibattito in merito ai rischi di degenerazione del sistema di rapporti tra politica, imprese e mondo cooperativistico": forse bastava il titolo del secondo punto all'ordine del giorno di martedì scorso per capire che le intenzioni della Lega non erano buone. L'unico obiettivo era battere su Filippo Penati, sul "sistema Sesto" e sul PD. Anche il PDL ha preso le distanze in Aula dalle sortite leghiste: molti consiglieri azzurri hanno abbandonato l'Aula e a nome di tutti il presidente della seconda commissione Sante Zuffada ha annunciato che non avrebbe votato l'ordine del giorno leghista, presentato un po' a sorpresa, ispirato agli stessi argomenti e intriso degli stessi toni. Testo poi ritirato dal capogruppo leghista per evitare brutte figure. Insomma, un'occasione persa, e non per colpa dell'opposizione, che era pronta a discutere seriamente. Perché le degenerazioni della politica sono una cosa seria, e come è noto i partiti del centrodestra non ne sono immuni. "Avremmo voluto che si arrivasse ad un voto largo, se non unanime - dichiara il capogruppo Gaffuri - su un documento che contenesse tre impegni: che chi è interessato da inchieste della magistratura abbandoni gli incarichi negli organi di rappresentanza del Consiglio, che si approvi presto una nuova legge sulle nomine in favore della trasparenza e della separazione tra decisione politica e gestione amministrativa, e che si scriva un codice di comportamento per i consiglieri regionali. È sintomatico, invece, che l'atteggiamento della Lega, velenoso e strumentale, sia stato stigmatizzato anche dal PDL".
Alle accuse della Lega ha risposto in Aula Franco Mirabelli. Dopo aver ribadito che "il PD attende con fiducia l'esito delle inchieste" e dopo aver rimarcato che "Filippo Penati ha fatto un passo indietro, dimettendosi da vicepresidente del Consiglio regionale, cosa che altri non hanno ritenuto di fare" ha duramente stigmatizzato le accuse della Lega: "è inaccettabile - ha detto - che si criminalizzi la storia di buon governo della città di Sesto San Giovanni, più volte confermata dal voto dei sestesi, così com'è sbagliato criminalizzare la storia del mondo cooperativo e della sinistra". Ha poi definito la Lega "smemorata sull'operazione Serravalle, che è stata fatta nell'interesse pubblico e ha permesso che si desse il via ad opere infrastrutturali importanti come Tem e Pedemontana. La Lega lo sa bene - ha attaccato Mirabelli - perché sull'acquisizione delle azioni della Serravalle in Consiglio provinciale si astenne".

Novità Settegiorni # 155 del 30/09/2011