settegiorni
linea
  torna al sommario condividi:                                       


RIFIUTI: MENO PRODUZIONE QUINDI MENO IMPIANTI

L'equazione fa sintesi delle parole del Presidente della Provincia di Milano. Che così lancia un segnale a Regione Lombardia

Il futuro della gestione dei rifiuti in provincia di Milano sembra chiaramente delineabile.
Almeno stando alle parole del Presidente, Guido Podestà, intervenuto mercoledì scorso in commissione Ambiente e protezione civile per chiarire la posizione di Provincia di Milano al riguardo.
Parole che però non hanno chiarito i dubbi sulle scelte che anche Regione Lombardia dovrà fare. A sostenerlo sono Arianna Cavicchioli e Fabio Pizzul che così riassumono l'audizione: "Podestà ci ha detto che, stante la situazione attuale, non vi è necessità di ulteriori impianti di incenerimento. Infatti: al calo consistente della produzione di rifiuti registrato dal 2008 ad oggi va aggiunto l'incremento della raccolta differenziata e quindi la diminuzione dell'indifferenziata per l'incenerimento. A suo avviso, andrebbero anche privilegiate formule alternative ed innovative di utilizzo dei rifiuti ed ha portato l'esempio di esperienze che si fanno altrove in Italia e che potrebbero risultare significative anche per l'area milanese".
Una restituzione chiara e lineare dei dati statistici a cui lo stesso Podestà ha aggiunto la parte di programmazione istituzionale che vedrebbe a breve la separazione della parte relativa alla provincia di Monza Brianza che deve dotarsi di uno strumento di pianificazione provinciale indipendente da quello milanese.
"Pertanto - proseguono i consiglieri del PD - il quadro sembra evolvere decisamente nella direzione da noi auspicata se non fosse che lo stesso Podestà lega il tutto alle decisioni di Regione Lombardia e alla programmazione regionale che seguirà le Linee guida votate martedì in Consiglio regionale".
Da qui le riserve di Cavicchioli e Pizzul perché "non si capisce se le richieste avanzate da Podestà verranno accolte o meno dalla Regione e soprattutto come si configurerà il quadro delle richieste di autorizzazione in essere. A questo riguardo non abbiamo una vera tutela: se un privato fa una richiesta, la Regione non può opporsi se non per motivi gravi e quindi, ad esempio, le preoccupazioni rispetto all'inceneritore di Trezzo d'Adda e alla riqualificazione di tutte le altre situazioni di insediamento rimangono vive".

Novità Settegiorni # 161 del 11/11/2011