settegiorni
linea
  torna al sommario condividi:                                       


Il grande assente

C'è un grande assente nella vicenda che vede Regione Lombardia incassare indagini, arresti e sospetti vari.
Anzi, ci sono vari grandi assenti. Vediamoli con ordine.
Il primo grande assente pare essere stato Roberto Formigoni che ora, tardivamente, ammette che forse c'è stata qualche leggerezza nell'aver candidato politici chiacchierati come Nicoli Cristiani e Ponzoni, ma lo stesso si potrebbe dire per l'ormai condannato Prosperini o per altri che omettiamo e affidiamo alla vostra perspicacia. Scaricare le colpe esclusivamente sul partito pare difficile, se non altro perché questo finirebbe per proporci un Formigoni ostaggio di una compagine che si divertiva ad affibbiargli personaggi potenzialmente imbarazzanti. Risulta davvero strano che il presidente della principale regione italiana possa aver ingoiato rospi di queste dimensioni senza aver avuto la possibilità di obiettare alcunché. Se le recriminazioni di oggi sono plausibili, viene automatica una domanda: dov'era Formigoni quando venivano fatte queste scelte? Era imbavagliato in uno sgabuzzino scuro e non aveva modo di denunciare quanto stava accadendo? Non ci pare, visto che in Lombardia da qualche lustro nulla si muove che Formigoni non voglia. Ed è folle, come fa Formigoni, dare colpa agli elettori: non avevano certo gli stessi strumenti per giudicare la condotta degli assessori.
La seconda grande assente è la retta e oculata amministrazione dei beni pubblici. Dietro la scena luccicante di un'amministrazione lombarda efficiente e risparmiosa, che costa ai cittadini meno di 8 euro pro-capite (sedici volte meno delle più spendaccione), si celano inconfessabili metodi privatistici di gestione dei soldi. Formigoni si difende nervosamente urlando ai microfoni che quelli contestati a Ponzoni sono fatti personali, che nulla hanno a che fare con le sue funzioni di pubblico amministratore e che, di conseguenza, non gettano alcuna ombra su Regione Lombardia. Affermazione plausibile in un'arringa difensiva di un principe del Foro, un po' meno in una dichiarazione di chi, da presidente di una regione, arriva a teorizzare una sorta di doppia morale. Fino all'estrema deduzione che se amministri bene in pubblico, in privato puoi anche rubare. Una retta e oculata amministrazione non può limitarsi alle funzioni strettamente collegate al proprio ruolo pubblico. Se un politico utilizza il suo status per ottenere vantaggi privati la cosa non riguarda solo la sua coscienza, ma l'interesse collettivo. Le indagini spettano alla magistratura e non ci permettiamo di trarre alcuna conclusione giudiziaria, ma a forza di invocare la distinzione tra pubbliche virtù e vizi privati rischiamo davvero di scivolare sempre più in basso.
Manca all'appello anche la Lega e il suo silenzio pesa come un macigno sulle prospettive di Formigoni.
Il vero grande assente ci pare però un altro: l'interesse dei lombardi. I cittadini guardano attoniti a quello che sta accadendo nei palazzi della regione e giustamente si chiedono come si possa lavorare in un clima così. La preoccupazione principale di chi governa in Lombardia sembra però essere quella di difendere il proprio operato, di ribadire l'eccellenza della propria amministrazione, di precisare che eventuali colpe di singoli non possono gettare ombre sulla perfetta macchina regionale. Ma quale dovrebbe essere l'obiettivo di chi guida una pubblica amministrazione? Giustificare il proprio operato sempre e comunque o chiedersi piuttosto come mettere al centro della propria azione l'interesse e il bene dei cittadini? Può sembrare una questione nominalistica, ma il fatto che non si parli quasi più di interesse dei lombardi e ci si eserciti in veementi difese della propria amministrazione è un preoccupante indice di chiusura nel palazzo.
L'interesse pubblico e, di conseguenza, i cittadini lombardi sono i grandi assenti in questa vicenda. Nessuno pare preoccuparsi dei loro interessi. Meriterebbero qualcosa di meglio. Se non altro un maggiore rispetto.

Novità Settegiorni # 168 del 20/01/2012