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CONCESSIONI, ECCO LE NOVITÀ

In consiglio regionale si è riparlato della legge sulle concessioni idroelettriche, grazie all'interrogazione di un consigliere del Pd

Era passata sotto totale silenzio la legge sulle concessioni idroelettriche. Ma dopo la sua bocciatura da parte della Corte Costituzionale, è tornata d'attualità, durante la seduta del consiglio regionale, grazie all'interrogazione del consigliere regionale Angelo Costanzo, che ha chiesto all'assessore all'Ambiente Marcello Raimondi cosa intendesse fare la Giunta.
Costanzo, nell'esporre l'interrogazione, non ha mancato di sottolineare la strumentalità di una legge che, secondo alcuni, avrebbe dovuto segnare la storia, almeno leggendo alcuni manifesti leghisti che citavano: "Da oggi, i soldi delle nostre dighe sono della nostra gente".
In questo senso, Costanzo ha dichiarato: "Sarebbe servita maggiore prudenza e meno demagogia. Avevamo fatto presente che la legge poteva invadere competenze legislative proprie del Parlamento nazionale e purtroppo abbiamo avuto ragione". Il consigliere ha ringraziato l'assessore Raimondi per la risposta che "finalmente riposiziona correttamente e fuori dalla strumentalità che aveva invece investito il territorio valtellinese. L'assessore ha informato l'aula che, dopo la bocciatura della legge regionale n. 19 del 2010, vi è stato un incontro tra il Ministro Passera e il Presidente Formigoni dove si è iniziato ad affrontare il tema delle concessioni idroelettriche e dei criteri previsti per i bandi di gara".
Costanzo ha concordato con l'assessore sulla necessità che il Governo emani il Decreto Ministeriale contenente i criteri per i bandi di gara perché, ha detto, "credo che sia lì che dobbiamo esercitare tutto il peso di Regione Lombardia per portare a casa un risultato reale per i territori dove sono ubicate le centrali idroelettriche".
E sempre rispondendo a Raimondi che rivendicava il federalismo demaniale, Costanzo ha auspicato che "non si fermi in un trasferimento di competenze dallo Stato alle Regioni, ma arrivi sino ai territori interessati con il trasferimento delle competenze del demanio idrico alla Provincia di Sondrio che fornisce quasi in 50% del fabbisogno energetico della Regione".

Novità Settegiorni # 171 del 10/02/2012