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LOMBARDA PETROLI: CHIUSE LE INDAGINI, SI MIGLIORINO I CONTROLLI

Il buon lavoro investigativo deve portare Regione ed Arpa a migliorare il sistema ispettivo

"Dalla chiusura delle indagini sul disastro ambientale provocato dalla Lombarda Petroli emerge l'ottimo lavoro investigativo condotto dalle forze dell'ordine e dalla magistratura. Ora attendiamo il processo". Giuseppe Civati esprime soddisfazione per l'esito delle indagini condotte in questi due anni. Non diminuisce però la sua preoccupazione perché "se le ipotesi dell'accusa saranno confermate, colpisce come sia stato in fondo semplice provocare un disastro di tale portata mettendo a rischio non solo l'ecosistema del Lambro, ma di un contesto ben più ampio e come il sistema di controlli a tutti i livelli, soprattutto preventivi, abbia lasciato molto a desiderare".
Le dichiarazioni del consigliere regionale del Pd arrivano all'indomani della chiusura delle indagini da parte della Procura di Monza sul disastro ambientale provocato dalla Lombarda Petroli il 23 febbraio di due anni fa e a seguito della richiesta di rinvio a giudizio per i due titolari.
Come molti ricorderanno, in quell'occasione vennero sversate 2600 tonnellate di olii combustibili e gasolio, che finirono nel Lambro e poi nel Po. "L'azienda - continua Civati - prima dell'incidente era stata declassata e non era più sottoposta a tutti gli obblighi previsti dalla legge Seveso sulle aziende a rischio di incidente rilevante. Le autocertificazioni vanno bene, ma nei casi in cui le aziende costituiscono comunque un rischio oggettivo per l'ambiente e la salute dei cittadini le ispezioni degli enti preposti, tra cui Arpa, devono essere più mirate e puntuali, proprio come in fondo ha ammesso e promesso lo stesso Presidente dell'Agenzia Lucchini durante la recente audizione in commissione Ambiente del Consiglio regionale. Su questi aspetti la Regione Lombardia ha il dovere di intervenire al più presto".

Novità Settegiorni # 173 del 24/02/2012